I bambini hanno bisogno di capire la crisi nucleare giapponese, ma bastano i fumetti trasmessi dalla televisione giapponese? Molti bambini per gestire l’angoscia di un evento sul quale non hanno alcun controllo, sentono il bisogno di fare qualcosa. E così, da quando la crisi nucleare è scoppiata, si è riscoperto la commovente storia di Sadako Sasaki, bimba quando, durante la seconda guerra mondiale, venne sganciata la bomba nucleare sulla sua città, Hiroshima.

Sadako, già piccola atleta, agli 11 anni si ammala di leucemia in conseguenza dell’esposizione alle radiazioni e la sua migliore amica le racconta una leggenda: chi riesca a fare 1000 gru con la tecnica dell’origami può esprimere un desiderio che si avvererà. La gru rappresenta l’uccello della lunga vita e Sadako, narra la storia, riuscì a completare 644 gru prima di morire. Le restanti le fecero i suoi amici affinché il desiderio di Sadako, porre fine alle sofferenze e portare pace nel mondo, si avverasse.

Qui a Buenos Aires la mobilitazione è già partita: i bambini che vogliono possono recarsi al centro di cultura giapponese, ospitato tra l’altro in uno stupendo giardino giapponese, con carpe, ponticelli e prati ben curati. Nel centro i bambini possono creare il proprio origami a forma di Gru, obiettivo 1.000 affinché il desiderio che la salute dei bambini giapponesi sia preservata si avveri.

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