Le notizie di mamme in età avanzata sono ormai frequenti e non si fa più un mistero dell’aiuto richiesto alla fecondazione assistita, che in molti paesi viene praticata abitualmente. Tuttavia alcuni paesi come l’Olanda limitano l’uso del trattamento in vitro solo fino ai 45 anni di età della donna. L’ultima notizia invece riporta che una donna di 63 anni ha concepito proprio in Olanda una bambina con la fecondazione in vitro.

Lo spunto ci serve da riflessione e non mancherà di suscitare dibattiti e polemiche che l’argomento spesso solleva. Da una parte l’istinto materno e il desiderio di maternità restano forti e non possiamo biasimare in alcun modo le donne che non vogliono rinunciare ad un tentativo, specialmente considerando che le tecnologie più moderne consentono di accedere a possibilità fino a qualche decennio addietro del tutto impensabili. D’altro canto però l’età avanzata della madre comporta parecchi rischi in gravidanza ma anche un gap generazionale più ampio rispetto ai propri figli che crescono.

Ma non possiamo fare a meno di considerare che questa generazione di mamme-nonne, così come la definisce GuiaInfantil, è sempre più nutrita e ciò dipende anche da fattori esterni di natura sociale. Per sentirsi pronte a fare un figlio tante donne devono compiere delle scelte precise che non tengono conto solo del cuore e del desiderio di maternità. Come si fa a buttarsi a cuor leggero nell’avventura di fare un figlio quando a 35 anni si è ancora precarie o in cerca di impiego? Come si immagina il futuro dei nostri figli se ancora non siamo in grado di vedere una pallida bozza del nostro?

Foto | Flickr

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