Essere mamme in periodo di crisi sembra sia un fatto scomodo, almeno questo è quello che alcune persone vorrebbero trasmettere, la maternità costa, i bambini costano, se desideri avere un figlio ti scordi l’assunzione, e via di questo passo.

Le statistiche continuano a far stupire, ogni giorno mi chiedo chi si ostina a meravigliarsi, per il calo di nascite che da anni sembra essere una delle poche costanti di questo paese, eppure alcune eroine compaiono, chi timidamente, chi con fiera manifestazione dell’avvento, non mancano le mamme ostinate che addirittura ne mettono al mondo ben più d’ uno.

A tante future mamme, compresa la sottoscritta, sta venendo un attacco di panico in parte giustificato, crisi o no il pessimismo che ci circonda non è dei migliori, ma le mamme, si sa, sono forti di natura e i papà di oggi sono determinati ad essere tali.

Non pensarci è da incoscienti, pensarci troppo rovina la vita anche ai più forti, ogni giorno veniamo travolti da notizie, riportate o che ci riguardano personalmente, di cassa integrazione, fallimenti e crisi nera su tutti i fronti, in rete, nei forum e nei blog, si intuisce che la paura è tanta, e le future mamme, ostinate, sono comunque contente della loro personale novità anche se non nascondono la preoccupazione.

Il coraggio non manca, forse è l’unica soluzione credibile, fare attenzione, inventarsi mille regole nuove per sopravvivere, risparmiare senza farci mancare nulla di essenziale, io consiglio anche di parlare con le nonne, per chi ha la fortuna di averle come me sono un tocca sana per la speranza, loro sono riuscite ad essere mamme, e che mamme i numeri di figli allora erano ben altra cosa rispetto a oggi, lavoratrici, non tutte ma tante, e il periodo, il dopoguerra, non risultava esattamente il più facile in assoluto.

Le nonne e la loro memoria, la loro forza e il loro coraggio, assieme alla nostra innegabile sfrontata voglia di vivere e di avere un figlio potrebbero essere il giusto atteggiamento per affrontare la crisi in atto.

Foto | myecard.it

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