Pica: disturbi alimentari in gravidanza

mermaidAvete mai sentito parlare della ragazza che mangia il sapone? Se n’è discusso qualche tempo fa su Pinkblog e anche se in questo caso vogliamo parlare d’un altro genere di strano alimento, si tratta pur sempre del medesimo disturbo che i medici definiscono pica. È un tipo di disordine alimentare che induce a mangiare sostanze del tutto prive di valori nutrizionali e non necessariamente alimenti ma anche a fissarsi su determinati cibi che ci fanno più gola di altri, rendendoci quasi dipendenti. Qualche volta si tratta di cibo spazzatura. Qualche volta di spazzatura vera e propria.

The Week si è domandato cosa induca le donne incinte a mangiare schifezze. Gli esperti sono in allarme perché il disturbo è sempre più diffuso anche in gravidanza. Sappiamo tutte che a volte siamo irresistibilmente attratte da accostamenti che in condizioni normali non avremmo mai potuto considerare di mangiare, perché il senso del gusto può risultare alterato e le voglie, si sa, vanno soddisfatte. Ma qui si tratta d’altro. Sera Young, cita l'articolo, ha scritto un libro che si concentra proprio su questo argomento e spiega che la prima definizione arriva dai latini, a proposito dell’abitudine di mangiare la terra. Oggi si chiamerebbe geofagia.

Gli scienziati che hanno indagato questa tendenza tra le donne incinte hanno spiegato, pur senza arrivare a definire una ragione precisa, che la terra contiene molti minerali tra calcio, ferro, magnesio, tutti utili nel tenere a bada le fastidiose nausee mattutine. Altre donne invece mangiano gessetti, borotalco, sapone. È un fenomeno davvero diffuso, praticamente a livello globale. Meno diffuso in Danimarca, dove è solo lo 0,01% a soffrirne, di più in paesi come il Kenya, dove la percentuale sale al 56%.

Gli esperti dicono tuttavia che non ci sono rischi più gravi di una brutta costipazione, perché la terra di fatto è facilmente digeribile e vi si trova più o meno lo stesso livello di batteri che possiamo trovare un po’ dovunque nella nostra vita quotidiana, su ogni superficie. Per il resto, è tutta una questione di gusti.

Foto | Flickr

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