Fare la spesa insieme, una scusa per crescere

Fare la spesa con mia figlia, nei primi mesi di vita, ha sempre voluto dire correre come matti prima di essere buttati fuori per le sue urla. Purtroppo o per fortuna sono una mamma testarda e non mi andava, in futuro, di dover parcheggiare la piccola nell'area giochi del centro commerciale o di dover fare i salti mortali per muovermi senza di lei.

Invece di rinunciare ho così cominciato a portarla più spesso con me, in vari negozi, magari anche solo per due minuti. Man mano che cresceva le davo da tenere in mano la busta dell'insalata. Quando ha cominciato a capire, le spiegavo dove eravamo e perché, le facevo l'elenco delle cose da comprare e pian piano è diventata una caccia al tesoro.

A dire la verità ho dovuto anche selezionare i vari supermercati e scegliere quelli in cui trovavo cassiere disponibili. Mi è andata bene perché le cassiere più buone del mondo lavorano nel discount a poco più di cento metri da casa. Quando Ben era più piccola e urlava la facevano sedere sul nastro che trasporta gli acquisti e tutti ridevano.

Ora che la peste è più grande, gira per il supermercato con il guanto per prendere la verdura: conosce la disposizione delle merci e mi aiuta a prendere ciò che mi serve. Quando entro in un panificio o quando faccio la coda alla posta si impegna a pagare ed essendo molto curiosa mi chiede molte informazioni su ciò che faccio o su come funzionano i lettori del bancomat.

Ogni attività fatta con me e mio marito diventa per lei una specie di scuola. Sta imparando la buona educazione; comincia a capire cosa sono i soldi (tant'è che ogni volta che arriviamo in cassa urla: non voglio pagareeeee); scopre la varietà delle verdure e dei cibi; diventa più indipendente.

E' stato faticoso all'inizio, ma adesso sentendosi coinvolta in quello che facciamo, ci accompagna ovunque senza problemi. Certo, ci sono i giorni no, come per tutti, ma ce ne sono sempre di più in cui ridiamo insieme e giochiamo. In pratica siamo un teatrino che fa divertire anche gli altri clienti e le cassiere non la dimenticano facilmente. Come quella volta in cui, in un negozio di abbigliamento, mostrò un dito alla commessa e le disse: ehi, guarda cosa ho trovato nel mio naso...

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