I bambini ed il tifo calcistico: scelta o tradizione familiare?

il tifo calcistico per i bambini scelta autonoma o tradizione familiare

Li avete mai visti già da piccoli con la maglietta della squadra di calcio preferita e la palla giocando al parco? Se siete una famiglia di tradizioni calcistiche consolidate, la mia riflessione, forse, non fa per voi. Già sapete che la passione per una squadra di calcio si tramanda di padre in figlio. La prima sciarpa in regalo, la prima partita allo stadio, momenti indimenticabili condivisi con il papà.

Però sempre più spesso mi capita, quando domando al bambino di turno travestito da professionista di serie A, per quale squadra tifa, di ascoltare (con un tono scocciato di chi deve spiegare un'ovvietà) una risposta improbabile, Barca o, più semplicemente, Messi o la star di turno. Però siamo in Italia, come può un nanetto tifare una squadra tanto lontana? O un calciatore che non vedrà mai nella vita dal vivo, un personaggio che, con fortuna, ammirerà in qualche raccolta internazionale di figurine.

Una risposta possibile la dà il capo della redazione sportiva del Pais, affermando che ora i bambini hanno altre fonti di accesso al calcio che non siano i familiari, in primis i giochi elettronici come la Play Station ma anche, aggiungo io, le partite che trasmettono nella tv via cavo di campionati esteri. E così ci si trova in una famiglia di atalantini storici, per esempio, con un bambino tutto preso dal Real o, direttamente identificato con Cristiano Ronaldo. Ed il padre in tutto questo che ne pensa?

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