Venerdì 13: i bambini e la superstizione

numero tredici su di un muroSe non fosse per i film del terrore, d'importazione, a noi una data come venerdì tredici non direbbe in fondo niente. Venerdì diciassette invece ci fa un po' impressione, vero? Perciò quando mia sorella si è sposata il giorno diciassette diciamo che ha sfidato, se non la sorte, almeno i pettegolezzi dei parenti.

Ad ogni modo, la domanda che oggi mi pongo e vi pongo è questa: può capitare che rendiamo involontariamente superstiziosi i nostri figli? Parto naturalmente dal presupposto che noi genitori non lo siamo: io personalmente ho collezionato talmente tanti specchi rotti, gatti neri, giri sotto la scala e cappelli sul letto che ora non dovrei essere qui a scrivervi.

Capita però che tra adulti ci ritroviamo a fare, anche scherzosamente, scongiuri di vario genere. I bambini curiosi chiedono perché e noi come rispondiamo? Nel momento esatto in cui spieghiamo che per alcune persone il gatto nero fa succedere cose brutte siamo sicuri che questa idea non prenda piede anche in loro, visto che vivono in un periodo in cui le magie sono possibili? Che ne pensate?

Foto | Flickr

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