Una mia amica ha proibito la Barbie alla figlia, non solo, ha intimato parenti e amici di non regalare la tanto discussa bambola per nessuna ragione al mondo, il motivo è semplice, è sessista, considera la donna un oggetto del desiderio fatto di curve e nient’altro, è un’offesa nei riguardi della donna, argomenti non nuovi e logici per gli adulti ma assolutamente incomprensibili per i più piccoli.

Risultato: la bimba aspetta con ansia i giorni di visita a casa delle amichette per poter giocare finalmente con l’oggetto proibito, la bambola ha conquistato il suo cuore più di qualsiasi altra coetanea.

A volte noi adulti ci impuntiamo su divieti che mettono a dura prova la comprensione dei bambini, le nostre motivazioni sono portatrici di nobili principi difficilmente spiegabili e con serie problematiche di comunicazione.

A mio avviso quando proibiamo un qualcosa ai nostri figli dobbiamo cercare di spiegare il perchè e accertarci che abbiano compreso se non tutto almeno una parte, soprattutto nel caso di negazioni legate a ideali superiori, alcuni no servono per far crescere il bimbo altri, se non sono seguiti da motivazioni concrete, rischiano di creare un’ enorme confusione.

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