Come passare i propri gusti ai figli?

padre come passare gusti figliCaleb Gardner - giornalista, autore, appassionato di fotografia, musica design - si autodefinisce "amateur father" su Etsy, un "papà dilettante", ma questo non gli impedisce di porsi domande intelligenti: come si fa a passare ai figli il proprio buon gusto? Mica male come domanda.

Perché capita a volte che anche nelle migliori famiglie certe cose vadano perse, non si riescano a trasmettere alle generazioni successive. Vediamo cosa ci dice Caleb, segue dopo il salto.

Come passare i propri gusti ai figli? Cominciamo da un punto fermo: non ho risposta a questa domanda. E nel quadro generale - voglio dire, mettendola a confronto con cose come ricevere una buona educazione, avere una vita felice, una carriera appagante, trovare l'amore - non credo sia poi così importante. Ma per me lo è, è un punto importante.

Quando due anni fa ho scoperto che avrei avuto un figlio, ho capito subito che sarei stata la prima persona di sesso maschile a influenzarlo nella sua vita. Qualcosa di importante, di pesante, pesante come solo la paternità può essere. Mi ha provocato un sacco di capelli bianchi, un sacco di riflessioni, pensare a che genere di padre volessi essere per mio figlio.

Passavo notti intere a rispondere a domande a cui volevo trovare una risposta prima che fosse nato. Spaziavano dai temi etici ("Come voglio che agisca? Come voglio che tratti sua madre - come voglio che tratti le donne? Come posso insegnargli l'integrità? E il coraggio? E la gentilezza?") ad aspetti più pratici ("Che genere di musica dovrei fargli ascoltare? Come posso insegnargli ad avere stile? O a praticare uno sport? O ad approcciare una ragazza senza fare figure da idiota?").

So di non essere il primo padre che si pone domande di questo tipo. Sono domande universali. Tutti noi vogliamo che i nostri figli siano ammirati, che diano un contributo alla società, che siano generosi, ecc. ma se siamo onesti, la maggior parte dei nostri desideri si riflettono sugli aspetti pratici che vi elencavo prima. Vogliamo che i nostri figli portino avanti i nostri gusti, il nostro stile, alla prossima generazione.

I miei gusti sono proprio ciò che mi caratterizza. Sono l'opposto di qualcosa di universale: mi definiscono come individuo. E voglio che a mio figlio piacessero le stesse cose che piacciono a me, in quanto lui è, letteralmente, una estensione di me come individuo. Lui è la mia occasione per aver conferma di quanto i mie gusti siano ok.

"Papà, mi presteresti la tua giacca di tweed per andare a quel concerto dei The National che mi avevi detto? Poi parleremo anche di quanto i Dallas Cowboys faccio schifo!".

Sarei lo stesso felice se all'improvviso si trasformasse in un metallaro fan dei Nickelback? Ma certo. È mio figlio, e sarei orgoglioso di lui, malgrado le circostanze. So che probabilmente passerà un periodo di ribellione nell'adolescenza, nel quale tutto quello che per me è cool, gli farà schifo. Ma credo che potrò intervenire nel processo di creazione dei gusti abbastanza da indirizzarlo nella giusta direzione, senza che lui se ne accorga.

Come potremmo fare questo? Non ne ho idea. Ma credo che cercherò di proporgli le cose che mi piacciono proprio come lui le propone a me quelle che piacciono a lui. Ore e ore di Thomas il Trenino mi hanno già dato qualche idea.

Pensateci anche voi, risentendovi un classico senza tempo: Father and Son, di Cat Stevens.

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