Festa di compleanno per la mia piccola, che ha compiuto tre anni. Ho dovuto fare ben cinque torte. Ma procediamo con ordine. Si dice che chi predica bene spesso razzola male. Così, per non incorrere in questo errore, ho provato a seguire i consigli per organizzare una festa di compleanno che io stessa avevo messo nero su bianco nel blog.

Per prima cosa, ho deciso di invitare solo i nonni e gli zii. Poi, data la precedente esperienza, non ho preparato molti snack prima del dolce perché tanto so che non li mangiano e ho messo solo patatine e biscottini. Infine dovevo decidere cosa fare con la torta: a casa mia sono tutte cuoche provette e ho memoria dei miei compleanni con torte giganti buonissime fatte rigorosamente in casa. Così ho voluto provarci anche io.

Sapevo che mi sarei stancata di più, ma volevo fare qualcosa di speciale e ho pensato che la gratificazione personale avrebbe superato la fatica. Non avevo calcolato che mia figlia non vedeva l’ora di partecipare alla preparazione della torta e di fronte alla confezione di trenta uova avrebbe urlato di gioia e cominciato immediatamente a romperle.

Allora mi sono armata di pazienza e ho deciso di trasformare lo svantaggio in vantaggio. Perché non divertirmi invece di arrabbiarmi? La Ben è stata felice di sentirsi grande e di essere promossa al ruolo di cuoca: ha più o meno seguito tutte le istruzioni, rotto le uova, usato la frusta per mischiarle con lo zucchero, aggiunto la farina col cucchiaino.

Certo, se mi fossi accorta che stavo sbagliando la ricetta (continuavo a mettere 60 gr di farina invece di 160) avrei evitato di ottenere solette al posto del pan di spagna e di fare lo stesso giro tre volte (dico, tre volte). Alla fine ero così stanca che a telefono, per presentarmi, ho detto: “Buongiorno, sono il papà della Ben”. Ho anche perso un biberon e non c’è proprio verso di ritrovarlo: sono solo 80 mq di appartamento e mi sembra di stare nella giungla.

Ad ogni modo, di buono c’è che abbiamo riso tanto: la piccola è stata felicissima, io alla fine ho cucinato una buona torta, mio marito ha riso tantissimo e contrariamente al solito ha accettato di buon grado il caos di questi due giorni. Oggi ho anche portato le torte al nido per la mini festa con gli amici di classe: stavolta le ho fatte giuste al primo colpo. Alla fine abbiamo davvero fatto vita di famiglia, nel migliore dei modi.

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