Comunicazione in famiglia: minacciata dalla tecnologia?

due fratelli ognuno con pc

La rete è così: da un articolo vieni rimandata ad un altro e poi ad un altro e via dicendo. Anche io oggi lo faccio e sarò per voi il quarto passaggio a proposito del rapporto tra famiglie e web. Ho letto infatti un interessantissimo articolo sul sito genitori crescono, in cui l'autrice contesta i soliti luoghi comuni che vogliono la famiglia isolata a causa della vita "virtuale" che prende sempre più piede anche qui in Italia.

Davvero internet, il pc e le risorse che abbiamo a disposizione ci rendono degli automi? Serena di genitori crescono contesta la visione apocalittica della giornalista Barbara Milucci (che a sua volta si rifà ad un articolo del NY Times), che ha scritto sul Corriere della Sera un articolo dal tono emblematico: Connessi col mondo isolati in famiglia. Sono andata a leggerlo per farmi un quadro completo della diatriba. Posso non condividere in pieno il testo della Milucci, penso mentre leggo, però non è così tremendo come leggo nel post di Serena.

Solo che poi arrivo al commento finale, quello in coda all'articolo:

Ma le tecnologie alla fine non sono altro che elettrodomestici. E se ce l’ha fatta Bin Laden a vivere cosi tanto a lungo senza wireless, perché non dovremmo farcela noi alle prese dopo tutto con un tran tran di vita quotidiana, lo stesso da decenni? Ai tablet, per fortuna, c’è ancora chi continua a preferire le scene di vita domestica, come quelle dipinte da Vermeer.

Ecco, le tecnologie non sono elettrodomestici. Anche se lo fossero, tuttavia, in quanto donna bacerei chi li ha inventati perché non devo andare a fare il bucato al fiume e mentre la lavastoviglie fa il mio lavoro io posso leggere o coltivare un hobby anche solo per pochi minuti. Tuttavia, le tecnologie non sono elettrodomestici e proprio noi mamme lo sappiamo bene: la rete è diventata per noi una preziosa risorsa.

In internet ci confrontiamo, ci passiamo informazioni utili, contatti che ci aiutano a reintrodurci nel mondo del lavoro. Nel web le famiglie alle prese con grandi disagi riescono a comunicare con altre famiglie nelle loro condizioni e con specialisti altrimenti irragiungibili. Grazie ai computer, ai tablet, al web in generale, c'è più possibilità di confronto.

Sicuramente il merito non è solo della rete, ma nostro quando lo usiamo bene. Quindi io proporrei di spostare le considerazioni sul piano della responsabilità genitoriale. I genitori non sono migliori o peggiori a seconda della tecnologia che hanno a disposizione (vogliamo parlare dei terribili padri padroni di un tempo?). Lo sono solo nella misura in cui decidono di ricoprire responsabilmente il loro ruolo.

I mezzi di comunicazione non sono mai neutri, certamente. Modificano il linguaggio, le modalità comunicative e persino la lettura e l'apprendimento. Sta a noi fare in modo che queste modificazioni si evolvano e ci evolvano al meglio. Voi cosa ne pensate?

Foto | Flickr

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