A volte li vediamo così assorti e concentrati sul loro disegno che ci chiediamo cosa mai stiano combinando, se li chiami ti rispondono stizziti che non desiderano venire disturbati, i genitori rispettano la privacy ma in realtà si rodono da morire perchè vogliono disperatamente sapere cosa stia disegnando il pargolo e soprattutto cosa vuole raccontare con quel piccolo capolavoro.

Parlano poco ma ,spesso, disegnano tanto, è il loro modo di raccontare e descrivere, inoltre, ogni disegno riceve talmente tanti complimenti da genitori, maestre e nonni da impedire altre distrazioni, noi,che vorremmo capire ma a volte rimaniamo sbigottiti di fronte alle forme incomplete e chiediamo spiegazioni su chi o cosa sia stato disegnato, a volte dimentichiamo che in realtà è importante sapere poche ma utili regole.

Non per allarmismo ma semplicemente perchè se il nostro bimbo vuole dirci qualcosa è bene imparare ad ascoltare, la scelta dei colori è molto più importante della forma, colori chiari e brillanti come rosso, arancione, giallo indicano un atteggiamento di apertura verso il nuovo, i colori scuri indicano timore e paura.

Altre considerazioni riguardano lo spazio occupato nel foglio, se mamma è più grande di papà, per esempio, è evidente l’importanza maggiore attribuita dal bambino a quella specifica figura, se è molto preciso nel disegnare è un’attitudine non indifferente, mentre se disegna a scatti rimarcando i tratti della matita e ripassando più volte, può essere che sia preoccupato per un fatto preciso e scarica così il suo nervosismo.

Il sito alfemminile.com presenta alcuni interessanti esempi e per chi volesse approfondire l’argomento l’autrice Paola Federici ha scritto diversi volumi per aiutare a comprendere i nostri grandi artisti.

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