Bambini disobbedienti: che fare?

obeyI bambini disobbedienti non sono poi così difficili da incontrare e ci fanno disperare perché costituiscono fonte di imbarazzo e stress per i genitori che devono imparare a gestirli e spesso anche di fastidio per terze persone che loro malgrado devono subirli. Che fare per insegnare loro ad obbedire e a comportarsi bene? Il processo è lungo e impegnativo e richiede investimento di tempo ed energie da parte dei genitori, non basta desiderarlo con forza né tentare di imporre con la forza e la decisione da adulti un certo comportamento.

Secondo quanto dichiarano gli psicologi infantili è importante cominciare sin da piccoli a guidare i bambini, anzitutto fornendo il migliore esempio e poi spiegando loro, con parole che possano comprendere e in maniera sempre più articolata man mano che crescono, perché un comportamento che riprendete è sbagliato, senza limitarvi alla sgridata, ma facendo seguire al rimprovero un momento di riflessione. Lo scopo chiaramente non è solo quello di indurre il bambino ad obbedirvi e a comportarsi bene ma anche quello di insegnare a vostro figlio a distinguere i diversi tipi di comportamento e a scegliere da solo, sentendosi sicuro di non sbagliare.

La disobbedienza inoltre è un normalissimo processo di crescita e non va represso con la violenza, purché verbale. Il bambino scopre così quali sono i limiti entro cui gli è consentito muoversi, scoprendo la socialità, l’ambiente che lo circonda, le reazioni delle persone che gli stanno intorno. Ai bambini dunque in questa fase servono risposte precise e non divieti esteriori senza alcuna spiegazione, che vivrebbero come imposizioni prive di senso. E poi siamo sicuri che si tratti sempre di disobbedienza e non invece di curiosità nei confronti di un mondo tutto da scoprire?

Gli esperti concordano nel sostenere che a partire dai tre anni il bambino inizia a comprendere meglio i discorsi che possono aiutarci a fargli comprendere quali sono i limiti entro i quali può muoversi liberamente e quelli che deve imparare a rispettare. Così cresce anche la loro capacità di autocontrollo, di comunicazione, di comprensione di meccanismi importanti nella loro capacità relazionale con il mondo. Un dettaglio importante che può fare la differenza è quella di evitare le negazioni: anziché dire “non tirare i tuoi giocattoli” dite piuttosto “riponi i tuoi giocattoli nella scatola”. Il no, il divieto, si apprende solo dopo i tre anni, quindi prima è del tutto inutile.

È altrettanto importante essere capaci di una certa flessibilità. Educarli è importante per il loro bene ma dobbiamo sempre tenere presente che sono bambini e non automi e non posso rispondere sempre ai nostri continui stimoli come vorremmo. Qualche volta siate un po’ più elastici e soprattutto stabilite poche norme, però molto chiare, creando delle routine precise per i vari compiti che vi aspettate che apprendano a eseguire quotidianamente, dal lavarsi i denti ad andare a letto ad un orario non trattabile. Seguiteli, accompagnateli e spiegate cosa non funziona. Soprattutto, siate i primi a comportarvi come vi aspettate da loro.

Via | SerPadres

Foto | Flickr

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