Lasciare il pannolino non è una decisione che spetta ai genitori, ma ai piccoli. In pratica: possono farlo solo quando sono pronti e non possono adattarsi invece ad una nostra richiesta. Ormai i pediatri e gli psicologi concordano nel sostenere che prima dei venti mesi, ventiquattro mesi, non è possibile insegnare al bambino a fare a meno del pannolino, fatte ovviamente le dovute eccezioni.

Insistere o tentare di forzare la situazione, lo abbiamo già detto anche nella prima parte dell’articolo, comporta tutta una serie di problemi: dal braccio di ferro bambino-genitori, al prolungarsi eccessivo del periodo di apprendimento (con un maggior numero di “allagamenti” dell’ abitazione e dei luoghi pubblici), al rifiuto da parte del piccolo di lasciare il pannolino.

Ovviamente, ogni bambino fa storia a sé. Non ha senso fare confronti o peggio gare tra i bambini poiché il percorso di crescita e di controllo di uretra e sfinteri è fortemente soggettivo. Le statistiche dicono che molti bambini non smettono di bagnarsi definitivamente prima dei quattro o cinque anni. Tener presente questi dati ci aiuta non solo a rispettare i nostri figli, ma anche a ridurre le nostre ansie e a non chiedere l’aiuto degli specialisti per quello che sarebbe un presunto ritardo dello sviluppo nel nostro bambino. Detto ciò, quali sono le linee guida per educare i nostri pargoli all’uso del vasino e poi del water?

Innanzitutto aspettare almeno i venti mesi, poi cominciare con un primo tentativo, rimettendo il pannolino al piccolo se ce lo chiede. Normalmente i periodi caldi sono i migliori per provare perchè per il pupo è più facile imparare ad abbassarsi i pantaloni o il solo pannolino; possiamo fare senza problemi più bucati del solito; non dobbiamo temere che si bagni finché siamo al parco e così via.

Nigel Latta suggerisce, tra le altre cose, di far presente al bambino che sedersi sul water è assolutamente una cosa da grandi. Spesso questo porta il bambino, ovviamente, a voler trasgredire la regola e a tentare almeno una volta la scalata al “grande vasino”. Anche mettere sul vasino la bambola o l’orsetto preferito, per primi, è una buona idea, come anche gratificare il piccolo verbalmente ogni qualvolta riesce nell’impresa, ignorando i fallimenti. La gratificazione può anche consistere in un piccolo dolce.

Infine, ma non meno importante, una regola per i genitori: avere tanta pazienza. Prima cominciate più dovrete pulire. Ma anche se aspettate i ventiquattro mesi avrete il vostro bel da fare in bucati, pavimenti da lavare, scuse da fare al negoziante di turno (il bimbo di una mia amica creò una bella pozza-piscina nella pizzeria d’asporto sotto casa). Per sapere come mi sono regolata e cosa sto affrontando vi rimando alla terza parte dell’articolo.

Foto | Flickr

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