Andiamo a fare un figlio in Finlandia

torta a forma di pacco regalo
Facciamo insieme questo sogno: siete incinte, mancano poche settimane al parto. Bussano alla porta, è il postino. Vi lascia in cucina un bel pacco dono, a carico dello Stato. Contiene:

vestiti, una coperta, un completo pesante, cuffiette, calzini, un set di lenzuola, un set per l’igiene del bambino completo di spazzolino da denti e forbicine per le unghie, un materasso e un bavaglino. C’è anche un giocattolo e un libro illustrato. Manca però il biberon e il latte in polvere, in modo da incoraggiare l’allattamento al seno. La scatola di cartone è pensata per poter essere utilizzata anche come culla. Ogni anno il design e i colori cambiano, e se la nascita è prevista per la primavera o l’estate il completo pesante è di una taglia più grande, in modo da essere ancora utile quando arriverà la stagione fredda. I vestiti sono di diverse taglie, in modo da poter servire al neonato per i primi mesi di vita.

Ora, specialmente dopo il racconto di Valentina, dubito mi verrà mai voglia di vivere in Finlandia, ma questo articolo da veramente da pensare. Non si tratta solo delle solite lamentele da mamme (e dico solite non perché non siano valide, ma solo perché non ne possiamo più di impetrare un po' di considerazione), ma di avere uno sguardo più ampio e più attento alle politiche familiari.

Non sono un'esperta in politica e temo non lo sarò mai. Effettivamente, però, questo non è assistenzialismo, ma sostegno, anche perché non è l'unico momento in cui lo Stato interviene nella vita familiare. E non mi sembra che i Finlandesi siano degli scioperati che si adagiano sui sussidi. Nessuna di noi ha un'amica che vive da quelle parti per farsi raccontare come vanno le cose?

Via | il post
Foto | Flickr

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