Il duro mestiere dell'angelo custode, al tempo della pedopornografia infantile.



Se Barbara lo avesse chiesto a me, avrei risposto di si, che l'angelo custode esiste, che qualche volta lavora in incognito, e qualche altra volta prende le sembianze di uno di noi; del viaggiatore che in stazione accoglie una manina che si è persa, del poliziotto che si traveste da orco, per gli orchi combattere.

Solo che non ho mai pensato a quanto a volte fosse difficile il mestiere dell'angelo custode. Perché per raccogliere una manina che si è persa occorre avere un cuore pronto ad accogliere, e per catturare l'orco occorre avere una mente allenata a sopportare l'orrore, e una volta vinto, a combattere i pensieri intrusivi.

I pensieri intrusivi sono quelle immagini che ti tornano in mente anche nei periodi di riposo. Sei sulla spiaggia con moglie e figli e ti torna in mente l’immagine atroce di un bambino torturato o abusato che piange. Dopo è difficile tornare allo stato d’animo di tranquillità, può rovinarti una giornata. Peggio ancora, si rischiano variazioni della libido. Veri e propri crolli del desiderio, cosa che ti può cambiare la vita, far naufragare le relazioni. Insomma, non è semplice.

E mi sale la rabbia, la rabbia contro gli orchi, la rabbia per uno Stato che a parole protegge la famiglia e i bambini, e nei fatti li abbandona per strada, per i nostri angeli custodi, troppe volte lasciati soli e senza mezzi, a combattere le nostre battaglie.

Su il SecoloXIX il bel pezzo di Francesca Forleo.
Foto | Don Hankins.

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