L'adozione è il diritto del bambino a crescere in una famiglia, non il diritto di una coppia ad avere figli

coppia mano nella manoTroppo spesso si pensa all'adozione dal punto di vista della coppia, un lui ed una lei che si offrono per accogliere un bambino o una bambina, all'interno del proprio nucleo familiare (nota bene, in Italia si può adottare solo se si è sposati). Ma spesso il bisogno che sta dietro questa scelta, nobile e difficile scelta, è il desiderio di maternità di Lei (anche se sempre più spesso accompagnato dal desiderio di paternità), la voglia di avere un bambino da amare e crescere, quindi (in questa accezione) si tratta di una motivazione egoistica.

Se questa motivazione non si evolve, non cresce, non si comprende che l'adozione è fatta a tutela del minore, non della coppia e di un presunto diritto ad avere figli. Non si tratta di dare un figlio a chi ne vuole uno, ma di dare una famiglia a chi non l'ha. Il minore, tutti i minori, hanno diritto a crescere ed essere educati all'interno di un nucleo familiare, che sia in grado di sostenerli nella crescita e nello sviluppo della loro personalità.

Sembra un inciso da niente, un nucleo familiare che sia in grado di sostenerli nella crescita e nello sviluppo della loro personalità, ma invece è il punto su cui gira tutta la disciplina dell'adozione in Italia. La coppia deve essere in grado di crescere il bambino, ed è per questo motivo, per verificare che si realizzi l'incontro perfetto tra la coppia ed il bambino (tecnicamente l'abbinamento), che la coppia si deve sottoporre ad un processo di valutazione (purtroppo lungo, spesso troppo lungo).

Foto | muslim page.

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