Insegnare ai bambini come comportarsi con i cani

Bello, bello

Chi mi ha conosciuto prima di Buddy, non mi riconosce più. "Ma come, avevi paura anche del più piccolo e dolce cagnolino, ed ora ti sei presa a casa un cane! Manco piccolo poi!". Iniziamo a dire che non è un cane, ma Buddy, 35 chili di coccole a tutto spiano, a pieno titolo il quinto componente della famiglia, e poi si, è vero, avevo una paura fobica dei cani.

Niente che si possa spiegare razionalmente. Appena vedevo un cane da lontano, fosse stato anche tenuto a guinzaglio, iniziavo a preoccuparmi e a farmi venire le sudarelle. Era più forte di me. Paura, diventata poi rabbia, quando vedevo mio marito (non ancora sposati) giocare con quel cane, farsi annusare da quell'altro, fare sciò, via ad un altro. "Ma brutto incosciente. Non li leggi i giornali?", lui rideva, si ruzzolava ancora un po' con il cane e mi rispondeva con quel sorrisino che odiavo "Devi imparare a capire i cani, a riconoscere i segnali", ma io di segnali vedevo solo quelli stradali.

E poi è nata la prima, che avrebbe dovuto fare questo e quello, che sarebbe diventata una principessa, e non avrebbe mai avuto paura dei cani, come la mamma. Insomma, non volevo che la mia piccolina crescesse con le mie paure, ma volevo che fosse aperta a tutto quanto di bello la vita poteva offrirgli, coccole ai cani comprese. Allora mi sono fatta coraggio ed ho chiesto a mio marito di insegnare alla nostra principessina come comportarsi con i cani.

Foto Pink Sherbet Photography | amblin | Matteo Bagnoli | Lunchbox Photography | Lucid Nightmare | Warren T | agiledogs | Oleg1975 | Cia de Foto.

Due bebèBaciamociNon mi leccare

E la prima cosa che mi ha chiesto, è stata che anche io fossi vicino alla piccolina perchè, beh, perchè la mamma è sempre la mamma, e i bambini ci sentono prima di capirci, e sentire una mamma che ha paura quando si avvicina ad un cane, non è un bell'inizio. Allora mi sono sforzata, e anche se non li toccavo, rimanevo comunque vicina alla bambina, quando il papà gli spiegava come accarezzare i cani.

Certo non è che avvicinassimo tutti i cani; abbiamo iniziato da quelli più piccoli, dai più anziani, quelli di cui mio marito diceva ci potevamo fidare. "Ma come fai a capire se il cane ci attacca o no?" "Beh, se sono in dubbio non mi avvicino subito. Rimango a guardare, do al cane il tempo di valutare le mie intenzioni, di abituarsi alla mia presenza. E se poi mi avvicino, prima mi faccio annusare, magari sul dorso della mano".

Insomma tutta una serie di segnali da decodificare. E poi, quando era sicuro che il cane accettava la nostra presenza, accarezzava il cane, gli faceva i complimenti, facendolo sembrare un gioco alla nostra piccolina. Devo dire che lei rimaneva comunque perplessa, curiosa di toccare quell'ammasso di pelo, ma anche intimorita da quella cosa che la guardava con la lingua a penzoloni; non è stato un amore a prima vista insomma.

Ma mai una volta che mio marito si sia spazientito, o la abbia forzata a toccare un cane. Salutavamo da lontano, e riprovavamo la volta successiva. E alla fine è accaduto, com'era giusto che fosse, che quando si è sentita sicura, la nostra bambina si è avvicinata spontaneamente (io no, io sono rimasta a distanza di sicurezza) ed abbia accarezzato il cane. "E' mobbido". A quel punto la piccolina deve aver pensato che tutti i cani fossero dei peluche, ed abbiamo avuto il problema inverso; convincerla a non avvicinarli tutti, ma prima chiedere il permesso a papà.

Da lì ad aver con noi Buddy la strada era segnata, e così ora che siamo in cinque, ed anche io so riconoscere quando devo temere un cane e quando no, ed ho capito che se esistono cani cattivi, spesso è perché hanno cattivi padroni.

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