Storie di adozioni, il Tribunale di Torino dichiara adottabile la bambina perchè i genitori sono troppo anziani

neonata sdraiata
Il fatto: il Tribunale di Torino ha dichiarato adottabile una bambina di 16 mesi, avuta da una donna di 58 grazie alla fecondazione eterologa all’estero (lui ne ha 70), dopo ben 10 tentativi di fecondazione assistita, e due domande di adozione respinte. Il motivo: troppo egocentrici ed anziani, da non considerare il rischio che la figlia rimanesse orfana. Questo il verdetto del Tribunale giunto dopo 15 mesi, durante i quali la bimba ha vissuto con una famiglia affidataria.

L'Antefatto: tutta questa vicenda è iniziata quando il padre, di ritorno dalla spesa, ha lasciato la bimba piangente in auto mentre portava le sporte in casa (in quel frangente la madre non era presente perchè si stava curando). Il pianto sarebbe durato oltre 45 minuti, quindi anche al ritorno della madre, che si sarebbe fidata delle condizioni della bimba sulla parola del padre, senza sincerarsene di persona. Secondo i giudici si configurerebbe il reato di abbandono di minori, il padre si difende sostenendo che comunque la bambina è rimasta sempre sotto il suo controllo.

Il Tribunale: pesanti (ma non poteva essere altrimenti se si è giunti a questo epilogo) le considerazioni dei giudici, supportati da psicologi e psichiatri; una scelta (quella della coppia di avere una figlia) "fondata sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni";"Non si sono posti seriamente domande in merito al fatto che la piccola si ritroverà orfana in giovane età", un "eccessivo desiderio di genitorialità", lui "ha scompensi in senso dissociativo e psicotico", lei "non stabilisce con la figlia contatto emotivo, ... mostrando una ferita narcisistica intollerabile".

La coppia: "Per noi è stato come subire un furto", "Ma le vere vittime di questa ingiustizia non siamo noi: è la nostra bimba. Perché deve essere strappata alla sua famiglia d’origine?", "Quello che ci amareggia di più, però, è il modo in cui ci hanno dipinto, siamo brave persone, crediamo che un figlio sia l’espressione dell’amore di una coppia e invece ci hanno portato via la nostra dolcissima bambina".

Da lontano è difficile capire come stanno le cose, certo però che...

Via La Stampa.
Foto | » Zitona «.

Sicura della buona fede e la professionalità di tutti, e partendo dalla consapevolezza che in ogni caso, prima di tutto viene la tutela dei diritti della bambina, rimane il fatto che la storia ha dell'incredibile.

La coppia è anziana, e quindi la bambina rischia di diventare orfana. Questa motivazione ha del surreale. Ma questi giudici hanno la palla di vetro per sapere quando moriranno lui o lei? Se così fosse, io gli chiederei subito un consulto, così magari mi evito di pagare inutilmente i contributi pensionistici. Magari se sapessero che mio marito fa il pendolare, ed ogni giorno percorre la seconda strada per incidenti mortali d'Italia, potrebbero decidere che anche i nostri figli rischiano seriamente di diventare orfani.

E poi tutti a dirci che la vita media si allunga, che la salute dei nostri anziani migliora (e io ci credo, perchè Dio me li mantenga sempre così, i miei sono persone ancora in gamba), tanto che si può aumentare l'età pensionabile. Adesso a 65 anni, ma i tecnici puntano ai 70, e poi si dice che si è troppo anziani per avere bambini? Certo 58 anni non sono pochi, ma se suono buoni per lavorare, perchè non lo sono per accudire un bambino? Negli uffici a fare le pulizie si, a casa con un bimbo no?

L'eccessivo desiderio di genitorialità; al riguardo vorrei chiedere al mio prete il punto di vista della chiesa ( "Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele" e ancora "Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?). Ma posso anche non entrare in questioni di Fede (perchè quando vogliamo siamo bravi a fare i laici), basta ricordare cosa siamo, da dove veniamo, per capire che il desiderio di genitorialità è un istinto naturale.

Un antropologo ci spiegherebbe che si tratta di un impulso, di un istinto presente in tutte le specie animali, che ne determina il successo evolutivo. Senza questo desiderio una specie animale avrebbe ben poche chance di sopravvivere. Detto questo, quando un desiderio, un bisogno istintuale (da non confondere con un piacere) diventa eccessivo? Quando il desiderio di avere un figlio diventa un comportamento scorretto da sanzionare? Sicuramente quando ne deriva un danno per qualcuno, in questo caso 45 minuti di pianto.

L'Egocentrismo: prendiamola per buono questo giudizio, d'altronde sono intervenuti i professionisti. Io sono piena di difetti, tutte noi siamo piene di difetti, questo compromette la salute dei nostri bambini? Forse si, probabilmente ci sono dei difetti della personalità, che più di altri possono essere pericolosi per i nostri bimbi. Anche io ho fatto errori crescendo le bimbe, probabilmente dovuti ad alcuni difetti (nessuno è perfetto), probabilmente perchè non si nasce genitori ma lo si diventa.

Ma poi i difetti non si possono correggere? Io l'ho fatto, altre lo avranno fatto. Chi con l'aiuto della madre o della sorella, chi con l'aiuto dell'amica, chi con quella del buon Dio; altri con quello dei servizi sociali. 1 mese, un episodio negativo documentato, e quanti tentativi di supporto alla neo-famiglia? I due genitori sono stati aiutati?

Ecco il mio tarlo è proprio questo. I due sono conosciuti dai servizi; hanno una lunga storia alle spalle. Due domande di adozione respinte, significa che hanno fatto due indagini psico-assistenziali, significa che esiste almeno un fascicolo che li riguarda, un giudizio negativo sulle loro capacità genitoriali; probabilmente fondato, io mi fido degli esperti. Quindi niente bimbo in adozione, giusto che sia così.

Ma poi i due decidono di andare all'estero ed hanno una bimba; cosa avrà pensato chi ha redatto quei due rapporti? Che la situazione fosse cambiata, e che i due erano pronti ad essere genitori? Forse, ma è più probabile che si saranno preoccupati per la salute della bimba, visto quel che pensavano dei genitori, visto quello che stava scritto nero su bianco su di una relazione. E probabilmente avranno avuto le giuste ragioni.

Ma in questo caso, quale avrebbe dovuto essere la soluzione più giusta? Togliere la bimba ai genitori ad un1 mese dalla nascita o supportare la coppia, aiutarla in un percorso di crescita delle loro capacità genitoriali? E' stato fatto almeno un tentativo in questo senso? Io mi fido dei professionisti, mi fido del mio pediatra, del mio dottore, del mio avvocato, ma questa storia mi lascia un che di amaro in bocca, un tarlo nella mente, che questa sia solo la parte finale di un rapporto tra la coppia ed i servizi, molto lungo negli anni, che merita di essere ancora discusso e giudicato in appello, come ha fatto la coppia, troppo vecchia per avere figli.

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