Pari opportunità per i papà

cartello con scritta opportunity

Al solito parco, qualche tempo fa, ci lamentavamo dei soliti mariti che vanno spronati continuamente. Del fatto che malgrado l'emancipazione femminile, la gran parte del lavoro familiare continui a spettare a noi donne così via. Poi un papà ha pronunciato la sua arringa difensiva, sostenendo, giustamente, che molte volte siamo noi donne a fiaccare il loro spirito di iniziativa. Siamo criticone, soffriamo di mania del controllo, non ci fidiamo.

Ho trovato perciò interessante il post di una mamma che, costretta a letto con il mal di schiena, riconosce la fatica del giovane marito che si sta sostituendo a lei in tutto e commenta:

Nel frattempo lavora e si chiede, tra paura, solitudine e fatica, se è all'altezza della gestione di questa situazione e combatte con coraggio contro le proposte di aiuto che arrivano da amici e parenti. Ma no, no grazie, questa famiglia è sua, questa casa è sua, e non c'è niente che lui non sia in grado di fare nella sua realtà, senza ingerenze. E io lo guardo ammirata e mi sforzo di non stressarlo con quello che c'è da fare, con quello che vorrei fare, ma ogni tanto non riesco e si discute. La verità è che mio marito mi sta chiedendo un'occasione per affermare le sue pari opportunità di cura di famiglia e casa e io devo rispettarlo.

Ecco allora la mia domanda di oggi per voi lettori di Bebeblog: quanto vengono rispettate in famiglia le pari opportunità dei papà? Le donne riconoscono agli uomini le loro competenze o delimitano il proprio territorio con filo spinato, salvo poi lamentarsi di non farcela da sole?

Foto | Flickr

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