Unicef: i bambini inglesi tartassati dalla pubblicità

happinessCome gestite la fruizione della tv in casa con i bambini? Comunque la si ponga la questione rimane spinosa perché siamo noi stessi oggi sottoposti ad un costante flusso pubblicitario in ogni forma possibile, non solo in televisione ma anche online, per strada, alla radio, sui nostri cellulari, nella cassetta della posta, fisica e digitale. Noi, però, siamo in grado di difenderci, almeno fino a un certo punto, ma i bambini? Si è occupato della questione l’Unicef che ha reso noti di recente i dati di un’indagine sull’impatto della società dei consumi sui bambini e sul grado di felicità della vita che conducono.

La ricerca si è concentrata sui paesi europei assumendo la Svezia come esempio di società più egualitaria e aperta e la Spagna come simbolo di una struttura familiare e sociale più tradizionale. L’analisi dei dati ha evidenziato che in Inghilterra i bambini sono quelli che più di tutti gli altri sono in trappola per colpa del sempre crescente consumismo che li coinvolge direttamente per via dell’eccessiva esposizione alla pubblicità, della scarsa qualità delle relazioni con gli altri (dovuto anche al fenomeno del bullismo dilagante) e del minor tempo che trascorrono insieme ai propri genitori.

Qualcuno ha definito questo rapporto Unicef addirittura un vero e proprio attacco alle marche, che reclamizzano i propri prodotti rivolgendosi spesso proprio ai più piccoli. In realtà si tratta di un problema più vasto, complesso e serio, che coinvolge la felicità dei bambini e con cui tutti dovremmo fare i conti riflettendo sulle priorità della nostra vita e soprattutto della loro e sulla più corretta gestione del tempo anche a fini educativi. Voi come la pensate? Anche i bambini italiani sono già schiavi del consumismo sin da piccoli?

Foto | Flickr

Via | BitchBuzz

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