Il momento tanto atteso è arrivato: il piccolo artista di casa comincia a sentirsi un po’ Van Gogh un po’ Picasso e produce un’opera dopo l’altra. Di mese in mese vedete i suoi disegni cambiare, evolversi, dirigersi verso soggetti particolari o curiosi. Allora, presi dall’entusiasmo, chiedete: che ne dici, questo lo regaliamo alla nonna?

Lui vi sorride e risponde: No! E’ mio! Ha anche le sue ragioni, no? Però i nonni sverrebbero dalla felicità e voi vi crogiolereste nell’orgoglio di aver messo al mondo un talentuoso pittore o una talentuosa pittrice, che fare?

Mi vergogno a dire che, pur lavorando tutti i giorni con il computer, ci ho messo anni prima di pensare alla soluzione più ovvia: passare tutti i disegni allo scanner e inviarli ai nonni e agli zii in attesa di notizie. Nel mio caso, l’operazione ha riscosso molto successo perché diversi miei parenti sono lontanissimi, ma credo che anche chi ha i nonn ivicini otterrà la stessa gratitudine (anche dal pargoletto che rivendica la sua proprietà intellettuale e non).

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