Oggi è il giorno della memoria: il 27 gennaio del 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz. E’ importante tenere viva appunto la memoria dello sterminio degli ebrei, sia a fronte delle deliranti teorie negazioniste, sia per non dimenticare quanto sia facile per gli uomini trasformarsi da vicini di casa a delatori o assassini.

Mi chiedo ora, avendo una bambina di tre anni, quando è possibile cominciare ad affrontare questi argomenti con i nostri figli. Di sicuro non ora, almeno non prima dei cinque anni, quando magari ne sentiranno parlare in giro e chiederanno spiegazioni. Bisogna essere certamente molto attenti e delicati con questo genere di racconti. Io forse ne ho sentito parlare troppo presto e male. Tutt’ora mi sento colpevole come se fossi un aguzzino nonché colpevole di appartenere ad un’altra generazione che non conosce simili orrori.

Raccontare e ricordare deve essere un’operazione sempre associata secondo me all’azione, a svellere quel senso di impotenza e paura che simili eventi storici possono procurare in un bambino come in ognuno di noi. Ci sono diversi progetti per i piccoli. Ad esempio in Emilia Romagna ci sono incontri per i bambini delle classi quarte e quinte delle elementari e poi delle medie. Tra le varie proposte c’è la lettura di un libro che non conoscevo “Il bambino nascosto” di Isaac Millman. Racconta la storia di tutti quei bambini che per salvarsi vennero portati in famiglie diverse, venne loro cambiato il nome ed impararono una religione diversa dalla propria. Cercherò di capire quali possano essere le parole giuste, se voi le avete trovate, fatemelo sapere.

Foto | Ansa

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