Adozione, Stress Post Adottivo e Depressione Post Adozione: con chi parlarne, con chi confrontarsi

Di depressione post partum non soffrono solo le persone ansiose o le mamme colte di sorpresa dalla gravidanza. Anche chi ha avuto un percorso semplice può avere momenti di baby-blues; lo stesso dicasi per chi ha fortemente voluto, cercato e ottenuto una gravidanza. Esiste la possibilità di soffrire di depressione anche per chi decide di adottare.

Per l'esattezza di parla di Stress Post Adottivo e di Depressione Post Adozione. Il primo può manifestarsi, anche nei papà, prima ancora che il bambino sia nella sua nuova casa. In caso di adozioni internazionali, ad esempio, i primi sintomi possono comparire durante la permanenza nel paese natale del piccolo e nei primi giorni in cui si comincia a conoscerlo: si percepisce il bambino come estraneo, non ci si sente all'altezza del compito. Quando invece i sintomi si protraggono e diventano importanti sino a trasformarsi in una depressione vera e propria (che può sfociare nell'incapacità di accudire o comprendere il piccolo) allora entriamo nell'ambito della Depressione Post Adozione.

Riconoscere che la depressione è possibile anche durante il percorso dell'adozione è fondamentale per non commettere errori molto gravi: si rischia infatti di male interpretare i sintomi, arrivando a confonderli con problemi personali del genitore adottante e mettendone così in discussione l'idoneità. Credo sia importante anche per i futuri genitori essere consapevoli di questa possibilità, per non caricare se stessi di pretese eccessive o colpe inesistenti.

Mentre cercavo in rete informazioni sull'argomento, mi sono imbattuta nel blog Adozioni Giuste in cui i genitori adottivi raccontano le loro storie, si confrontano, si aiutano. Devo ammettere, che è stata una doccia gelata. Chissà perché pensavo che tanto amore e tanto impegno fossero sufficienti a costruire un rapporto madre figlio con un bambino adottato. In realtà molti di questi piccoli vengono da situazioni talmente aberranti da richiedere uno sforzo enorme al nuovo genitore e aiuto da parte di specialisti che consentono a questa nuova famiglia di venire alla luce.

Mi sembra quasi che sia un doppio parto, anzi triplo: c'è un figlio che deve riconsiderarsi come tale e non come un oggetto abbandonato; un genitore che deve passare spesso da un'idea romantica dell'amore materno/paterno ad una dura realtà; una famiglia che deve sbocciare e che purtroppo può morire sul nascere se non correttamente seguita o tutelata legalmente. Vi segnalo perciò l'interessantissimo articolo della Psicologa e Psicopedagogista Loredana Paradiso, nonché il suo sito Adozione Percorsi, senza dimenticare Genitori si diventa, sito ricco di documentazione e possibilità di confronto sul tema.

Via | Mammeonline

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