Pedagogia: le mamme tigri sbagliano

Lo ricorderete, circa un anno fa il libro della docente cinoamericana di Yale, Amy Chua, Il ruggito della mamma tigre, ha fatto scalpore negli Stati Uniti e poi nel mondo, perchè in barba alle teorie pedagogiche degli ultimi 40 anni proponeva le sorprendenti posizioni di una mamma orientale che esige il massimo dai propri figli, che non si angustia troppo per la loro autostima e che insomma, mette in chiaro un valore, quello della competizione sfrenata, taciuto ma ampiamente condiviso soprattutto nelle famiglie dei quartieri ricchi delle maggiori città americane.

Sul Daily Mail scrivono però che adesso ci sono due nuovi studi condotti in scuole di alto livello a New York, che smentiscono i vantaggi di questi stili educativi; dalle migliaia di interviste condotte tra il 2007 e il 2008 è risultato che gli studenti allevati in quel modo sono nettamente più ansiosi della media e molto meno felici.

E questo a causa delle continue pressioni da parte dei genitori, che in teoria sarebbero lì per sostenerti. Qual'è il succo della storia? Che la severità e la spinta alla competizione sulla lunga distanza non pagano e a volte è molto più istruttivo insegnare ai figli a godersi un 9 in pagella, invece che disperarsi e guardare con stizza ai risultati degli altri.

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