Un libro insegna come aiutare i propri figli a sentirsi meno soli

sento soloCosa fare quando un figlio si sente solo? Senza farne un dramma, già sfogliare il libretto di Trace Moroney può bastare. Perché è una sorta di pronto soccorso dei sentimenti di facile consultazione. Da leggere magari proprio mentre si è abbracciati al proprio figlio, anticipando quelle domande che a volte ci mettono al muro.

Prendiamo la solitudine raccontata in “Sai perché mi sento solo?” (Edicart, pag. 22, euro 10). Quella che dà la sensazione di non sentirsi amati, d'essere diventati invisibili. Fa sembrare che tutti si divertano tranne chi si sente solo. Pare che non ci siano altri al mondo a soffrirne. E ci si vede diversi da tutti anche se la soluzione al problema è proprio a portata di mano, annidata nelle cose che gli altri apprezzano più di noi: le differenze.

Cosa fare? Il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli è la stima di sé: aiuterà il bambino a gestire tutti i sentimenti. Basterà spiegargli che tutti hanno i momenti “no”, ma che questi momenti passano. Solo quando i bambini capiranno come trattare questi sentimenti negativi, sapranno fare della solitudine una forza, e stare di nuovo bene. Avete mai insegnato loro ad amarsi e apprezzarsi per quello che sono? Così non avrà più importanza se saranno in compagnia oppure da soli.

Insomma, non c'è da farne un dramma: può capitare a tutti, grandi e piccini, di non farcela a volte a stare con gli altri. Ma bisogna pensare che non si è soli. Da qualche altra parte del mondo, qualcuno la pensa alla stessa maniera. Basta guardarsi intorno per uscire dal tunnel. Ecco: guai a non far percorrere il tunnel dal proprio figlio, volendogli evitare questa specie di "prova". Perchè sentirsi soli non deve far paura. Piuttosto deve essere una risorsa che dà il tempo per ascoltare i sentimenti e cercare di capirli.

Trace Moroney
"Perché mi sento solo?"
Edicart
Pag. 22
Prezzo: euro 10,00

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