Tutta colpa di Rai4, e dei vecchi film che manda in onda. Ieri era la volta di Rugantino del 1973 (con tutto il bene che gli voglio ma Adriano Celentano che parla romano “nun se po’ proprio sentì”), perché da lì, io e mi marito abbiamo iniziato a giocare al gioco del ti ricordi.

Lui: “Rugantino è di Roma, Balanzone di Bologna, Pulcinella di Napoli, Arlecchino di Milano”. Io: “Di Milano? Ma sei sicuro? Io mi ricordavo qualcos’altro”. “Si mi pare proprio di si. Comunque è di quelle parti. E poi c’era Colombina. Ti ricordi di dov’era?”. “Di Venezia. Un anno mi ci sono vestita da Colombina? E tu?”. “Io da Colombina no, casomai da Arlecchino e da Pulcinella”.

E mentre parlavamo la grande, 8 anni, ci guardava con tanto d’occhi: “Ma di chi state parlando voi due?”. Ci siamo guardati increduli e le abbiamo chiesto se scherzasse, ma no, non conosceva Colombina, non sapeva chi fosse Balanzone, e Rugantino l’aveva visto la prima volta in tv ieri con noi. L’abbiamo lasciata perdere lì, con la sensazione delle belle cose perdute, e di essere diventati un po’ più vecchi.

Peccato, perché con le mascherine, si perde anche un bel pezzo della nostra storia, quella della commedia dell’arte.

Le Maschere da disegnare….e Arlecchino non è di Milano.
Foto | giovanna.alborino.

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