Poco fa, anch’io come Doretta, ho avvertito l’urgenza di condividere con voi questa sensazione così frustrante di non poter più gestire il mio tempo e la mia ansia. Sono una mamma che lavora tanto proprio come molte di voi che mi stanno leggendo in questo momento. Allora potete capire perchè ho bisogno di questo sfogo!!!

La mattina mi sveglio e mi sento una zombie. Dormiamo male ultimamente perchè il piccolo – che va al nido – sta male una settimana sì e una no e di notte si sveglia di continuo. Ad ogni modo, quando finalmente schiara giorno, come si dice dalle mie parti, inizia la maratona: cambio pannolino, poi lo vesti, poi lo fai mangiare e magari lui non vuole; poi gli lavi manine e faccino e lui è pronto mentre io sono sempre più zombie e sono già le 7,30.

Se non voglio restare bloccata nel traffico e arrivare in ufficio tardi, delego al papà il compito di accompagnare il piccolo al nido. A me resta meno di mezz’ora per togliere il caos lasciato dal diavoletto, lavarmi, vestirmi e truccarmi, quando possibile.

Il più delle volte salto qualcuno di questi passaggi o li faccio talmente al volo che dimentico qualcosa. Qualche giorno fa ho battuto ogni record e mi sono presentata ad un appuntamento con una scarpa diversa dall’altra. La persona che me lo ha fatto notare era alquanto imbarazzata e dopo ci siamo fatti una gran bella risata anche se nella mia c’era un pizzico di terrore perchè mi sono detta: “che fine che ho fatto!!!”.

All’uscita dall’ufficio la corsa continua e poi la giostra termina il suo giro per iniziare di nuovo il giorno dopo. C’è di buono che sono diventata una mamma lavoratrice multitasking ed ora sono in grado di fare più cose contemporaneamente: mentre parlo al telefono lavo i piatti oppure stiro, mentre guido ne approfitto per fare telefonate di lavoro con l’auricolare; mentre gioco con mio figlio stendo i panni incuriosendolo con le mollette e così via.

E poi ho imparato ad usare la sinistra: quante volte mi capita di tenerlo in braccio e allora, se non voglio essere bloccata e non fare più nulla, me lo porto in giro per casa ed utilizzo la sinistra per riporre magliette, girare il sugo, prendere appunti al volo.

Certo, la stanchezza è tanta e credo che anche il piccolo la avverta ogni tanto così come la mia ansia di non riuscire ad essere la mamma ideale e forse neppure più la professionista dedita al lavoro e sempre disponibile. Ma è proprio questo il punto: come si fa a far tutto e a farlo bene? Come può fare una mamma a dividere il suo cuore a metà? Da una parte il suo amorevole bimbo, dall’altra la passione e la necessità di continuare a lavorare e a farlo bene. Per non parlare poi del marito: che spazio resta per la vita di coppia, per una risata a fine giornata, per uno sguardo rilassato e destinato solo a te?

Foto | “Manuale di sopravvivenza per le giornaliste”, Franco Angeli (1996)

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