Credo che nessuno di noi metterà mai in discussione l’importanza dei nonni nella vita dei nipoti. Che si tratti di nonni molto anziani con cui chiacchierare o con cui cucinare, che si tratti di nonni giovani e sportivi con cui passeggiare, uscire, giocare, il loro rapporto con i nostri bambini è fondamentale e salutare. Ai piccoli piace stare con un adulto che lo vizia e lo coccola, che gli racconta com’erano da piccoli la sua mamma e il suo papà, che gioca con lui senza l’ansia di doverlo crescere ed educare.

Tuttavia, esiste anche per i nonni un lato oscuro. Io per ora ho sperimentato solo quello delle nonne e così anche le mie amiche. Ma suppongo che anche alcuni nonni entrino in guerra per accaparrarsi i favori del nipotino o per mostrare agli altri che come loro nessuno è nonno. Le gare tra le nonne sono però sicuramente molto più varie.

Quando sono riunite un po’ di nonne (al bar, in parrocchia, in piazza) inizia la conta e vince quella che ha più nipoti. A parità di numero vince quella che ha più nipoti maschi, soprattutto se possono portare avanti il cognome di famiglia. A parità di nipoti maschi conta quella che li ha più piccoli. A parità di nipoti piccoli conta quella che può mostrare seduta stante le foto del neonato che ovviamente somiglia a suo figlio. La super vincitrice è quella attrezzata con macchina fotografica digitale o con cellulare per mostrare primi movimenti e vagiti!

Se invece si trovano insieme due nonne dello stesso nipote, ma senza il pargolo inizia la sfida a manche: quella dei regali, quella dei regali più utili, quella di chi è stato testimone della prima parola, quella dei baci e degli abbracci ricevuti, quella del cibo (mangia solo quello che cucina sua nonna). Se poi il piccolo è sfortunatamente presente, viene trattato come un cagnolino: vince quella che lo fa avvicinare di più e riesce a prenderlo in braccio.

Se poi il bambino è bilingue, la mia appartiene per metà al sud e per metà al nord, viene inevitabilmente afflitto dalla gara dei dialetti locali. Quale strana parola autoctona dirà prima? Mia figlia guardando la luna ha detto “vardea” (guardala) a suo padre, assegnando un punto al nord est. D’altronde se le chiedi cosa vuole mangiare dice cavatelli, quindi rimette in pari la Puglia. Spero che crescendo non le vengano chieste prestazioni sempre più impegnative, altrimenti manderà all’aria nonna Pina con tutte le tagliatelle!

Foto | Flickr

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