Secondo uno studio dell’Institute of Education (a Londra), i bambini in età prescolare che frequentano asili e materne sono più vivaci e attenti di quelli affidati alle cure dei nonni. Il sorpasso avviene sul piano linguistico, area dove i nonni macinano il massimo dei punti essendogli riconosciuto l’essere migliori nello stimolare un vocabolario più forbito. Al contrario, il loro neo sarebbe nello sviluppo di problemi comportamentali, di socializzazione e di apprendimento nei nipoti.

La ricerca, intitolata “Millenium Cohort”, è stata condotta su 4.800 bambini nati tra il 2000 e il 2001, aventi in comune la madre che lavora. I risultati sono stati riportati dal quotidiano britannico Times. In sostanza la ricerca offre la prova “provata” che il personale qualificato offre un ambiente capace di stimolare lo sviluppo cognitivo del bambino.

Gli studiosi non criticano la presenza dei nonni nell’educazione dei bambini, anzi. “La nostra ricerca mostra che le attenzioni dei nonni contribuiscono sia in modo positivo che in modo negativo all’educazione del bambino”, hanno dichiarato i ricercatori intervistati. Il passo successivo dovrebbe aumentare la consapevolezza dei nonni nell’educazione dei bambini. Anche se da che il mondo è tale, i nonni dovrebbero viziare e trastullare i nipoti, non educarli; la cosa spetta ai genitori ormai persi nel labirinto della carriera e dei turni sul lavoro. Ma vi sembra giusto far cadere il mito della “nonnità“?

Via | tgcom
Foto | Flickr

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