Come avevo già raccontato, io sono pressoché estromessa dal rapporto tra mia figlia e mio marito. Recentemente la Ben ha cominciato a capire che lei è una femminuccia come la mamma (ha tuttavia sostenuto spesso di essere una maschietta o che il suo papà era un femminuccio). In effetti è divertente e gratificante vedere che vuole mettersi la crema sul viso come me o l’ombretto illuminante (anche se lo usa tipo fondotinta). Mio marito ci è persino rimasto un po’ male (vittoria!) quando gli ha detto per la prima volta: non voglio te, voglio la mamma.

Però, da dieci giorni ha cominciato anche a sostenere che lui non è mio marito ma suo marito. Lo ripete spesso e volentieri. Noi ridiamo e scherziamo molto su questo. Ho scoperto proprio oggi che anche il bimbo di una mia amica le dice: noi siamo fidanzati, vero, mamma? Tutto molto romantico e simpatico. Pare però che questi atteggiamenti non siano da prendere sottogamba. Ai bimbi va serenamente ribadito chi sono i coniugi di casa. Se magari sono un po’ più grandi si può aggiungere una frase del tipo: quando sarai grande avrai anche tu un marito.

Insomma: il bimbo può giocare, ma non può pensare di intromettersi nella coppia. I genitori, come direbbe Latta, sono quelli che comandano e il sottoposto deve aver chiara la gerarchia, pena la propria autorevolezza e la sua crescita serena e tranquilla. Per dirla in termini meno duri: il bimbo deve avere sempre la certezza di essere amato dai genitori, ma deve anche avere la certezza della propria identità di bambino e delle dinamiche affettive familiari. Non è traumatico per lui/lei scoprire di non poter sposare un genitore, è anzi rassicurante poter fare il bambino e avere le spalle coperte da mamma e papà.

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