Molte di voi avranno visto nei giorni scorsi l’intervista di Daria Bignardi a Franco Antonello su La7 e il servizio delle Iene dell’altra sera. Franco è il papà di Andrea, un ragazzo di diciotto anni, a cui è stato diagnosticato l’autismo all’età di due anni e mezzo. Fino ad allora Andrea è stato un bambino sociale, parlava al telefono, chiacchierava con tutti e comunicava. In quindici giorni Andrea si trasforma, si chiude in se stesso e inizia a contare tutte le cose, e ad avere comportamenti illogici. All’inizio i genitori non capiscono, e credono sia una breve fase ribelle del piccolo.

E poi la bufera. Un giorno di maggio del ’96 ad Andrea diagnosticano l’autismo. 150.000 sono i bambini autistici in Italia, un “dramma” che se non affrontato nel modo giusto può essere difficile e devastante per tutta la famiglia. Il papà di Andrea è convinto che c’entrino i vaccini (il trivalente), ma anche se ci sono cause legali a favore, non è ancora provato che sia questa la causa dell’autismo. In effetti, non si ha ancora nessuna certezza su quale essa sia.

In questa storia comunque il tema principale è la forza della vita vera. Questa forza viene raccontata dal libro scritto da Fulvio Ervas, contattato da papà Franco, e uscito lo scorso 12 aprile, il titolo è ” Se ti abbraccio non aver paura” ( per una recensione esaustiva vi rimando ai nostri colleghi di Booksblog). Il cammino difficile e pieno di emozioni dei genitori e dei figli che devono lidiare con l’autismo è descritto passo a passo, attraverso un viaggio in moto fatto dai due in America, viaggio che è servito a spalancare le porte della comunicazione padre-figlio. Quella comunicazione che per un genitore che non ha un figlio affetto da autismo, è molto più facile e istantanea. La lezione per tutti noi genitori è chiara, l’amore è il muro portante della nostra esistenza e del rapporto con i nostri figli, nonostante qualsiasi scoglio, grande o piccolo che sia, si incontri sul cammino. Franco Antonello ha inoltre creato nel 2005 la fondazione I bambini delle fate , solida realtà che sostiene vari progetti benefici a favore dei bambini autistici e dei loro familiari, che potete seguire anche su Facebook.

Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima.
A volte molto prima.
Quindici anni fa stavo tranquillo sul treno della vita, comodo, con i miei cari, le cose che conoscevo. All’improvviso Andrea mi scuote, mi rovescia le tasche, cambia le serrature delle porte. Tutto si confonde.
Sono bastate poche parole: “Suo figlio probabilmente è autistico”.

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