Televisione all'asilo: una scelta frequente e molto contestata

Bimbo che guarda la tvQuando ho cominciato a visitare le diverse scuole materne del quartiere, ho prestato attenzione agli ambienti, al numero di bambini per maestra, alla grandezza delle aule, della palestra e della stanza del riposino. Quando poi ho parlato con le maestre sono rimasta piuttosto interdetta nel constatare che a volte è prevista la visione di un cartone animato, specie nelle giornate invernali in cui è difficile uscire all'aria aperta.

Devo ammettere che il primo motivo di sconforto è molto superficiale. Ho pensato infatti che i cartoni animati sono la mia attività di riserva, quella anti disperazione per le giornate piovose o di malattia. Se questa carta se la gioca l'asilo, io certo non posso usarla quando riporto la piccola a casa.

Navigando in rete ho scoperto che è un problema rilevato da molti genitori, che ha volte fanno guardare la tv persino al nido o che i cartoni sono scelti non dal personale ma dai genitori che a turno ne portano uno (non tutti i genitori ovviamente hanno la corretta percezione di ciò che sia adatto ad un bambino di tre anni).

A monte di questo problema ce ne è sicuramente un altro: il numero eccessivo di bambini per ogni singola maestra. Se mi metto nei panni di un'educatrice di scuola materna e penso di dover tenere dai 24 ai 28 bambini in fascia d'età prescolare, capisco che a volte la stanchezza possa farsi sentire.

Ovviamente non possiamo intervenire rapidamente su questa situazione, ma almeno possiamo tentare di parlare con le maestre per sincerarci di quale tipo di cartoni vengano proposti ai bambini e magari suggerire titoli adatti davvero ai più piccoli. Questo sempre con il massimo rispetto per le educatrici: è sempre una buona cosa la collaborazione tra famiglia e scuola, lo è meno quando si pretende di insegnare a qualcuno il proprio mestiere.

Foto | Flickr

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