Adozioni, non esiste il diritto ad essere genitori

Bimba con i capelli lunghi

Ho letto questo post, dove si dava notizia della decisione della Corta di Appello di Milano, di annullare la decisione del Tribunale per i Minorenni, che aveva negato l'idoneità all'adozione internazionale ad una coppia, perché già genitori naturali di un figlio disabile. In pratica si sarebbe fatta giustizia, perché si sono riportate tutte quante le coppie, comprese quelle che hanno un figlio disabile, su un piano di sostanziale parità.

Non ho letto la sentenza di annullamento, ma sono sicura che questa non si può basare su un generico principio di uguaglianza dei genitori rispetto il processo di adozione di un bambino. Il fatto è che, nel nostro ordinamento, non esiste alcun diritto ad essere genitori, ma esiste solo il diritto dei bambini di crescere ed essere educati all'interno di una famiglia. E la differenza tra queste due impostazioni, non è da cosa da poco.

In base a questo principio i giudici (supportati dagli esperti, assistenti sociali e psicoterapeuti) si devono preoccupare di verificare che la coppia che vuole adottare, abbia tutte le risorse, materiali e morali, per poter adottare, garantendo così il diritto del bambino. Se la coppia, quella reale, non una astratta e teorica come potrebbe essere quella dei genitori poveri o dei genitori con figli disabili, non dimostra di avere queste capacità, i giudici, nell'interesse del bambini, devono negare l'adozione.

Quindi se la Corte d'Appello ora ha annullato la sentenza, deve averlo fatto valutando il caso concerto, ritenendo che questa coppia, e non un'altra, abbia le risorse genitoriali per poter adottare un bambino, pur avendo un figlio naturale disabile. Alla fine si è trattato di fare giustizia per questa coppia, non per tutte le coppie (e quindi non è che si è creato un automatismo per cui tutti le coppie con figli disabili da adesso in poi potranno avere un bambino in adozione).

Foto | Pink Sherbet Photography

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