Gravidanza e precarietà: la storia di Alessia Patacconi

alessia patacconi

Seguiamo il filrouge del tema lavoro e parenting, per dare un occhio all'altra parte della medaglia, quella delle future mamme precarie che restano senza lavoro perchè incinte. Stavo curiosando nei vicoluzzi del web quando noto il titolo di un articolo di oggi della Repubblica: "Sei incinta? Stop al contratto." Son bastate due parole, e ci risiamo ho pensato, la stessa minestra di sempre, essere mamma oggi te lo rendono impossibile. Se hai un contratto a tempo indeterminato, devi stare attenta sempre e comunque a come e quando chiedi i permessi ( contati sulle dita) e devi lavorare quasi di più per dimostrare di essere alla pari con le non-ancora mamme. Se hai un contratto precario e ancor peggio autonomo, ecco che finisci nella situazione di quest'annunciatrice Rai, Alessia Patacconi, che ha subito la seguente minaccia:

"Hai due possibilità, o rinunci a due mesi di stipendio oppure ti risolviamo il contratto per negligenza".

Chiaro che l'azienda pubblica RAI ha subito negato il tutto, dicendo che era un semplice malinteso. Secondo Alessia Patacconi invece, la RAI ha rifiutato di concederle l'indenizzo di maternità di soli due mesi, che l'annunciatrice precaria dal 2003, aveva chiesto. Poi la RAI ribatte che lei è un'autonoma e quindi non è tutelata come i dipendenti "normali", e c'è addirittura una clausola nel suo contratto, detta "di negligenza", che può costarle il licenziamento. Sì, robe dall'altro mondo, se le inventano proprio tutte per metterci i paletti sulla strada, e non solo per questo caso saltato all'occhio della stampa, ma per tutte quelle di noi precarie che troppe volte devono scegliere tra la gravidanza e il lavoro.

Foto | Twitter @alessiapatacconi

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