Sono nato adottato: la nascita di figli e genitori nel percorso di adozione

Neonato che dormeIl titolo del post, sono nato adottato, l’ho preso in prestito dal sito Mammeonline: lo trovo illuminante.

Mi sono sempre chiesta perché nelle didascalie delle foto di personaggi pubblici ci sia scritto: “con i loro figli adottivi”. Immagino che, per chi adotta, un figlio sia semplicemente un figlio e dico questo non per negare la complessità della situazione, ma perché credo che davvero l’adozione sia un percorso di amore e responsabilità pari a quello della procreazione.

Non è certo un percorso facile, diverse coppie di miei amici, che non possono avere figli, mi hanno detto che non se la sentono di adottare un bambino. Il coinvolgimento emotivo, lo smantellamento di pregiudizi dati dalle vecchie teorie sui rapporti di sangue, le difficoltà burocratiche, la situazione del bambino che se non è neonato deve superare l’abbandono e affrontare un adattamento che è praticamente una seconda nascita…

Per aiutare i genitori “adottati”, esistono diverse associazioni sul territorio, nate spesso spontaneamente dall’aggregazione di chi ha già fatto l’esperienza dell’adozione e si mette a disposizione di chi sta cominciando. Una di queste è Genitori si diventa, che propone un notiziario mensile, dei volumi sul tema, le risposte alle domande più frequenti, le ultime novità in materia di adozione, ma ve ne sono altri e lo stesso sito Mammeonline propone non solo articoli ma anche blog e forum sull’argomento.

Ciò che trovo veramente interessante è la presa di coscienza, da parte di chi vuole adottare, che genitori, appunto, si diventa, studiando, imparando a conoscere il bambino e le sue emozioni, informandosi. Mentre noi genitori naturali diamo per scontate troppe cose, causando a volte veri disastri educativi in nome del legame di sangue.

Foto | Flickr

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