Nei due post precedenti ho sottolineato come, per Nigel Latta, la comunicazione tra genitori e bambino sia la base per risolvere qualsiasi problema, dal più semplice al più complicato al più spaventoso. Dobbiamo intanto far capire al bambino che ci piace parlare con lui, poi che ci saremo sempre in ogni momento e che siamo pronti a sospendere qualsiasi nostra attività se ha bisogno d’aiuto.

In secondo luogo se quando il bambino è molto piccolo sono i suoi comportamenti a farci capire che qualcosa non va (repentini cambi d’umore, tristezza, paura eccetera) quando il bambino è più grande possiamo insegnargli ad ascoltare il suo personalissimo campanello d’allarme, che suona quando lui si sente in difficoltà o a disagio e a riferire del disagio senza indugi al primo adulto di riferimento che trova (maestra, zii, genitori).

Oggi parliamo invece dell’istinto. Siamo abituati a vedere i nostri piccoli che manifestano antipatia per qualcuno, magari senza un motivo apparente. A me è capitato spesso, l’ho già detto, di vedere la Ben rifiutare con decisione le confidenze di alcuni adulti in particolare e questo sin da quando era piccolissima. Noi, come i nostri piccoli, troviamo alcune persone simpatiche ed altre antipatiche. Fin qui, siamo nella norma.

Esiste però anche una vocina interiore per noi genitori, un sensore che ci dice se fidarci o meno di certe persone o di certe strutture. Oserei aggiungere che per le mamme il sensore funziona molto di più che per i papà. Quando andiamo a prendere i bambini all’asilo, ad esempio, fiutiamo subito se l’atmosfera è piacevole, se le maestre tengono d’occhio i bambini, se hanno un buon rapporto con loro.

Latta ci dice di dare retta a questo istinto. Anzi più esattamente dice di ascoltare le viscere. Avendo avuto a che fare con molti pedofili, infatti, ci ricorda che non è possibile identificare questo genere di persone dall’aspetto. Magari ci immaginiamo che il pedofilo sia un bruto muscoloso, quando invece ha più frequentemente l’aspetto rassicurante e tranquillo di una brava persona.

Perciò è importante che se non ci fidiamo di qualcuno fino in fondo ascoltiamo questa voce e ci comportiamo di conseguenza. Poi, certo, ci sono alcune piccole regole da seguire. Latta ad esempio suggerisce in maniera chiara che se proprio dobbiamo scegliere una baby sitter è meglio sempre e comunque una ragazza piuttosto che un ragazzo. Credo che il perché sia ovvio. A parità di danni possibili, la ragazza può farne molti meno.

Tuttavia i casi di molestie non sono così frequenti come possiamo credere e soprattutto non sono imputabili ad estranei, ma per lo più a parenti o ad amici di famiglia. Siete abbastanza spaventati ora? Questo sarà l’argomento della quarta parte: non c’è bisogno di aver paura, la realtà è meno terribile di quanto possiamo pensare.

Foto | Flickr

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