Il massaggio neonatale è universalmente considerato importantissimo per la cura del bambino: aiuta a stabilire un contatto emotivo profondo con il piccolo, lo rilassa, lo coccola e trasmette la sensazione di sicurezza e tranquillità che solo le mani della mamma sanno dargli.

Non tutti sanno però che c’è una vera e propria disciplina dietro e che le varianti del massaggio neonatale possono ricondursi alla tecnica Shantala o Balabhyangam, derivata direttamente dalla medicina ayurvedica.

Lo scopo del massaggio è quello di ricreare le condizioni di agio che il bambino provava all’interno del grembo materno attraverso una serie di carezze e movimenti sul suo corpo che distendono i muscoli, scaldano la pelle e cullano il bebè.

L’assunto da cui parte la tecnica è quello secondo cui i bambini, alla nascita, subiscono un forte trauma abbandonando l’atmosfera ovattata e protetta del grembo per ritrovarsi nel duro mondo reale. Il massaggio, infatti, prevede anche l’uso di oli che favoriscono il passaggio delle mani sulla pelle e allo stesso tempo scaldano il bambino.

Favorito e consigliato è l’olio di senape, che dona la sensazione di calore quando fuori è freddo. Quando le temperature sono alte si preferisce invece l’olio di cocco, che rinfresca ed aiuta a disperdere l’eccessivo calore del corpo.

Foto | Flickr

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