Mamme dallo psicologo: la depressione come risorsa

La depressione post partum con me ha avuto gioco facile. Ero già in crisi prima della gravidanza, non prevista, e la mia precedente ansia è stata aggravata, oltre che dal parto stesso, anche da altri problemi, che mi hanno, come dire, fatto compagnia per alcuni mesi. La terapia è stata fondamentale per consentirmi di allattare al seno la bambina, rinunciando per questo ai farmaci che avrebbero non dico risolto i miei problemi, ma almeno alleviato i sintomi un po’ più velocemente.

Solitamente, quando sono nel corridoio, in attesa che lo psicologo mi riceva, penso a come sarebbe diversa la mia vita senza l’ansia con le sue venature di depressione. Penso a come sarebbe stato bello godere appieno di questa esperienza così particolare che è la maternità. Invidio tutte quelle persone che non hanno mai dovuto pensare troppo se andare o meno a chiudersi in un cinema o se buttarsi nella mischia di un concerto.

Durante l’ultima seduta però, quella nel corridoio non quella dallo psicologo, per la prima volta in tre anni mi sono resa conto della grande opportunità che ho avuto e ho tutt’ora di dare una svolta alla mia esistenza. Credo che noi mamme abbiamo in mano, proprio grazie al grande stravolgimento che è la maternità, la possibilità di cambiare la nostra vita.

Se accettiamo questi momenti difficili, se accettiamo di metterci in discussione e di guardare dentro di noi possiamo dare una svolta importante alle nostre esistenze. Io per prima, cogliendo questa occasione e cercando di viverla positivamente, sto cambiando il mio stile di vita, sto comprendendo quello che davvero voglio dopo quasi quarant’anni passati a fare felici gli altri.

Certo, nel pieno della crisi neanche io riuscivo a credere allo psicologo quando mi diceva che questo panico era segno di salute, che queste mie reazioni erano l’opportunità di scoprire cosa non andava nella mia vita e rimetterne a posto i pezzi. Invidiavo e odiavo gli uomini che non sanno cosa significa rinunciare a tutto o a molto (nel mio caso è stato così), nel trovarsi senza lavoro, senza appoggi, nell’aver paura di ogni esame prenatale, nel sentirsi colpevoli sempre e comunque per ciò che capita o può capitare al bambino.Ma ora ho capito che a fronte di questo prezzo c’è la reale possibilità di migliorarsi e migliorare la qualità della propria vita.

Sempre che lo si voglia, perché non accade spontaneamente o naturalmente. Perciò, signore mamme o future mamme, se siete ancora in un tunnel chiedete aiuto, perché la depressione può essere trasformata in una risorsa, perché dietro l’angolo c’è l’opportunità di essere felici, di esserlo come donne e come madri, di esserlo con i figli, ma anche più tardi, quando i figli saranno cresciuti. Insomma, riprendiamoci questo valore aggiunto della maternità, che forse abbiamo troppo a lungo dimenticato.

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