martedì 09 marzo 2010

Educazione dei figli: controllo o guida?

pubblicato da Irma D'Aria in: Educazione Crescita

primi passi Come educate i vostri figli? Adottate il sistema della mamma comprensiva e permissiva oppure alzate la voce e cercate di imporvi con una certa autorità? La differenza è notevole e può avere dei riflessi sulla crescita dei bambini.

In effetti, noi genitori possiamo scegliere se educare e crescere i figli sottoponendoli ad un controllo serrato oppure fornendogli soltanto una guida, ma lasciandoli liberi di seguire le loro scelte. E’ una differenza che renderà i bambini profondamente diversi anche quando andranno a scuola e dovranno adeguarsi alle regole del sistema.

Per esperienza di mamme che conosco, in genere i bambini che hanno ricevuto un’educazione basata sulla libera scelta fanno fatica a seguire le regole imposte dagli altri e di fronte all’impartizione di un ordine dato per risolvere un certo problema, se ne infischiano e cercano una loro personale soluzione.

Giusto? Sbagliato? Io non ho una risposta perchè tutto dipende anche dalla nostra personale educazione e dagli obiettivi che abbiamo. Ma posso dirvi che mi sono interrogata a fondo sulla differenza tra controllo e guida. Il controllo viene esercitato per sottomettere qualcuno ed utilizza come strumento principale la paura.

La guida, invece, è un metodo che tende a rendere più forti le persone e si basa sulla capacità di trasferire agli altri le conoscenze necessarie per fare delle scelte. Allora, ora siete in grado di dire qual è il vostro stile di genitori? Raccontateci la vostra esperienza e i risultati che riuscite ad ottenere.

Foto | Flickr

domenica 28 febbraio 2010

Matite e stilografiche per bambini mancini: le proposte Stabilo e Staedtler

pubblicato da Doretta in: Educazione Crescita

Penna stilografica per manciniI bambini mancini, tanto tempo fa, venivano costretti a correggere questa loro abilità in quanto la mano sinistra veniva considerata la mano del diavolo. Superati questi tremendi luoghi comuni, oggi al mancinismo si tende ad associare una certa tendenza alla genialità. A casa mia i mancini sono parecchi e tra questi c’è mia sorella. Il suo problema principale era che la mano, scorrendo sul testo appena scritto, si sporcava, inevitabilmente.

Perché questo non accadesse era costretta a tenerla sollevata più del dovuto. Oggi, per fortuna, nel mondo della cancelleria, come già nel caso delle posate per mancini, hanno capito il problema e cominciato a produrre tutta una serie di articoli per bambini e adulti mancini. Per cominciare, la nuovissima matita Stabilo Play è adatta ai bambini a partire dai 3 anni di età. Bella, colorata, ergonomica, adatta a mancini e destrorsi.

La Staedtler ha invece realizzato la stilografica per mancini che vedete nella foto. Non ho idea di come funzioni, ma sono davvero molto curiosa perciò la regalerò a mia sorella. Di bello ha che può essere usata a scuola, infatti è in materiale morbido, antiscivolo e si adatta anche alla pressione maggiore che esercitano i piccoli alle prime armi.

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sabato 27 febbraio 2010

Le nonne italiane riempiono i nipoti di cibo e regali

pubblicato da Doretta in: Varie Crescita

Nonna sorridenteLe nonne italiane sono diverse dalle altre nonne europee? Considerando la grande differenza tra le mamme, credo che la risposta sia ovviamente sì. Spesso mi confronto sui diversi metodi educativi con alcune amiche straniere ed è curioso capire che punto di vista hanno su noi italiani.

In rete ho trovato il simpaticissimo racconto di una donna statunitense nata da padre italiano e madre scozzese. Nella sua infanzia hanno avuto la meglio le tradizioni italiane (Chiesa cattolica, pranzi domenicali, pranzi delle feste, battesimo, prima comunione eccetera) e un ruolo altrettanto importante nella sua vita lo ha avuto la nonna paterna.

Quando ero piccola, si prendeva cura di me ogni pomeriggio dopo la scuola. Aveva un giocattolo nuovo per me ogni volta che ci incontravamo (credo sia normale per le nonne italiane, considerando che la mamma di mio marito -anch’essa italiana- fa lo stesso per le mie bambine).

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Educare all'arte con libro e dvd Cieli di Bruno Tognolini

pubblicato da Doretta in: Crescita Libri e Riviste Personaggi

Copertina del libroArte Bambini, non è una semplice casa editrice, ma un vero e proprio progetto educativo, che comprende ad esempio la rivista d’arte Dada dedicata proprio ad un pubblico di bambini. Tra le varie novità di Artebambini, c’è la collana “Il Cantiere delle Arti”, il cui primo titolo, Cieli, è stato realizzato da Bruno Tognolini, Svjetlan Junakovic, Luca Mercalli. Ideato e curato da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione, questo volume, adatto a bambini dai 3 anni in su, costo € 19,50, offre un percorso attraverso i cieli ritratti dai più celebri artisti.

I bambini hanno così l’opportunità di scoprire, guidati, questi dipinti; successivamente incontrano un racconto a tema di Bruno Tognolini, illustrato da Svjetlan Junakovic; infine grazie a Luca Mercalli scoprono che tempo fa nei quadri incontrati nel libro, che però non termina qui. Infatti dopo aver letto e ascoltato, tocca ai piccoli dare il proprio contributo e sperimentare sul quaderno “Acchiappanuvole” allegato. Un volume, insomma, prezioso, che diventerà sicuramente parte della biblioteca di famiglia.

venerdì 26 febbraio 2010

L'influenza suina fa finire le scorte dei vaccini obbligatori per bambini

pubblicato da francesca in: Varie Crescita Sicurezza bambini

L'influenza suina fa finire le scorte dei vaccini obbligatori per bambini Per mesi non si é parlato d’altro che di influenza suina. Quando si pensava che le acque si fossero calmate, dopo le numerose polemiche e i dubbi che ci hanno attanagliato per un lungo periodo, ecco che l’influenza suddetta é la causa della fine delle scorte dei vaccini obbligatori in Piemonte.

Motivo? Le aziende farmaceutiche si sono concentrate troppo sull’emergenza influenza A-H1N1 rallentando la produzione di vaccino esavalente contro poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B e meningite da emofilo.

Le mamme si sono sentite dire dai responsabili dell’ufficio d’igiene della Regione “non siamo in grado di sapere quando arriveranno le nuove dosi” e che non era possibile fare la prima vaccinazione, e neanche i due successivi richiami. Il problema é che la Glaxo che produce il vaccino esavalente, vista l’emergenza si é concentrata sulla pandemia, rallentando i tempi di produzione delle fiale per l’Italia. A causare tale emergenza c’è anche il fatto che fino a qualche tempo fa anche la Pasteur produceva vaccini esavalenti, che si utilizzavano insieme a quelli della Glaxo. Poi le fiale della Pasteur sono state ritirate dal commercio perché la componente anti-epatite non è risultata efficace come previsto. Così non sono stati spediti i rifornimenti, e la disponibilità di fiale si è dimezzata ancor prima della pandemia.

Vedo anch’io che gli uffici di igiene sono spesso nel panico, quando si tratta di emergenze. C’è poca organizzioone, gran caos, la possibilità di prendere pochi numeri per mettersi in lista, anche quando si é fatta già la prenotazione. La mancanza improvvisa di rifornimenti evidentemente ha colto di sorpresa un po’ tutti. Ma per quale motivo non si sono avvertite le famiglie in tempo, comunicando loro una possibile soluzione al problema, prima che si recassero inutilmente all’Ufficio di igiene?

[via La Stampa]

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lunedì 22 febbraio 2010

Su Facebook contro i bambini down: proposta di oscurare il sito che inneggia alla violenza

pubblicato da Doretta in: Educazione Crescita Papà Mamme

Schermata di facebookSu Facebook è nato un gruppo contro i bambini down che si chiama Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down. Nei testi presenti nelle pagine nel gruppo sono presenti ingiurie pesantissime contro le persone affette dalla sindrome. Come se non bastasse la violenza verbale, gli amministratori del gruppo esortano anche alla violenza per liberarsi di questi indesiderabili, arrivando a proporre appunto il tiro al bersaglio.

Non ci sono davvero parole. Anzi, ci sono e forse è il caso di dirle anche perché stanno prendendo nuovamente piede gli atteggiamenti di intolleranza, che comunque ci sono sempre stati, verso chiunque risulti diverso da un presunto canone di normalità. E’ stato immediatamente richiesto l’intervento della Polizia Postale, che sta indagando.

Qualora fosse tutto confermato, però, l’Italia non potrebbe agire direttamente, ma far presente alla direzione statunitense la violazione dello stesso codice di Facebook (è proibito inneggiare all’odio e alla violenza) da parte del gruppo e chiederne la chiusura. Sono naturalmente insorte tutte le associazioni che si fanno portavoce dei bambini down e delle loro famiglie.

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lunedì 15 febbraio 2010

A sei mesi i neonati capiscono quando vengono presi in giro

pubblicato da Anna in: Educazione Crescita

pianto bimbiPiù che uno studio sembra un grido d’allarme, i neonati di sei mesi capiscono quando gli adulti li prendono in giro, e di conseguenza si arrabbiano, questo è quanto emerso da uno studio dell’università di York, pubblicata dalla rivista Infancy, genitori avvisati, mezzi salvati.

Spesso capita che non prendiamo sul serio i piccoli pargoli, perchè non capiscono, e forse da oggi inizieremo a fare più attenzione, i ricercatori inglesi hanno svolto uno studio su 40 neonati di sei mesi, sottoponendoli a un gioco dove in metà dei casi lo sperimentatore poteva passare loro un giocattolo ma non lo faceva, mentre nell’altra meta’ provava ma non era in grado di farlo.

Il primo gruppo si è notevolmente agitato, mentre i piccoli del secondo hanno compreso e sono rimasti tranquilli anche senza gioco, ritornando alla vita quotidiana la cosa potrebbe spaventare molti genitori che convinti fino ad oggi di farla franca hanno raccontato frottole alle piccole pesti starnazzanti, attenzione alle conseguenze.

Via | Agi
Foto | Pianetabimbi

La sana collera dei bambini

pubblicato da Anna in: Educazione Crescita

bambini arrabbiati
Premessa, per collera non intendo pianti disperati dovuti a capricci o spaventi momentanei ma veri e propri attimi di rabbia che travolgono il piccolo esserino e fanno vibrare ogni millimetro del suo corpo, la sana collera, provate a mettervi nei suoi panni desiderate alzarvi, prendere un gioco, dar vita a un’azione precisa, ma il vostro essere piccolo non vi permette di raggiungere il successo, non scoppiereste anche voi dalla rabbia?

A questo bisogna aggiungere l’impedimento dato dai genitori quando i primi normali e inevitabili “no” iniziano a farsi sentire e la frustrazione del pargolo cresce in maniera esponenziale, questa rabbia spesso non è nervosismo ma frustrazione perchè piccoli e quindi bisognosi di aiuto per ogni cosa, è l’adulto che dovrebbe riportare il bambino alla calma mentre spesso ci facciamo travolgere dalle loro emozioni.

In poche parole la rabbia è un sentimento normale e come tale va trattato altrimenti rischia di diventare l’ennesimo tabù di cui vergognarsi crescendo di valore quando si tratta di un processo comune che il bambino deve semplicemente imparare a controllare, capire la propria rabbia evita il secondo passaggio che a volte porta all’aggressività. Infine i genitori non dovrebbero mai dimenticare che un processo molto amato dai piccoli è l’imitazione, così fan la mamma e il papà quindi così è giusto, a volte se riusciamo a darci una calmata noi adulti riusciamo a far del bene anche alle piccole pesti.

Via | Cresci
Foto | Dreamstime

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Singhiozzo nei bambini: come farlo passare

pubblicato da francesca in: Crescita Mamme Malesseri

Singhiozzo nei bambini: come farlo passare Singhiozzo mio singhiozzo
vai nell’acqua vai nel pozzo,
vai nel cuore di chi mi ama,
se mi ama se lo tenga,
se non mi ama, mi rivenga.

Quanto la Panciottina (come chiamo teneramente la mia bimba) era piccola e aveva il singhiozzo le recitavo sempre questa mitica filastrocca. La aiutava un po’ a distrarsi anche se non serviva a calmarlo. Le mamme, si sa, sono sempre in apprensione e capitava anche a me quando il fastidio perdurava. Solitamente il fastidio è un episodio rapido ma, se proprio non passa, ricordo un consiglio di mia mamma che era solita darle mia nonna (e sembra che qualcun’ altro lo utilizzi), e che serviva: far bere un cucchiaio di limone al piccolo. Certo sarà un po’ dura per il bambino mandarlo giù ma è sempre meglio che spaventarlo come fa una mia conoscente. Dice che serve a farlo passare..sarà.

Un’altra idea è quella di trattenere il respiro per qualche istante per aumentare l’anidride carbonica in circolazione nel sangue, ma questo potranno farlo i bimbi più grandi, non certo i neonati!

Se invece il singhiozzo continua imperterrito o è frequente consiglio di chiamare il pediatra di fiducia perchè può essere associato a traumi addominali, a patologie dello stomaco o del tratto digerente. L’importante è non perdere mai la calma e cercare di essere il più lucide possibile. Ve lo dice una che ha faticato parecchio a mettere in pratica questo consiglio.

Foto | Flickr

Il linguaggio dei segni per capire i bambini piccoli

pubblicato da Irma D'Aria in: Varie Crescita

mela Il vostro cucciolo è ancora piccolo e non ha un vocabolario da utilizzare per farsi capire? Ricordo molto bene questa fase attraversata da mio figlio: lui non riusciva a farsi capire, noi non riuscivamo ad interpretare i suoi segnali e alla fine si arrabbiava fino a piangere disperato complicando ulteriormente la faccenda.

Una possibile soluzione è quella di insegnare al nostro bimbo il linguaggio dei segni: non possiamo certo pretendere che impari a parlare prima del tempo, ma possiamo fare con lui una sorta di gioco dei mimi con cui riusciremo a capirci molto meglio.

Così, per esempio, mostriamogli come farci capire quando vuole bere: basterà mimare l’azione del bere portando alla bocca la mano chiusa a forma di bicchiere e inclinando la testa indietro proprio come quando si beve. E così per tutte le cose più importanti come mangiare, voglio un biscottino, mi fa male la pancia o voglio una mela (vedi foto).

Oltre a capirci meglio, il linguaggio dei segni aiuta anche a sviluppare prima le capacità linguistiche ed espressive. Per esempio, una mamma che ha provato questo metodo quando la sua bambina aveva nove mesi, racconta che al compimento dei 12 mesi la bimba conosceva più di 50 segni ed era anche in grado di verbalizzarli.

Via | Parents

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