Tante mamme in attesa si saranno poste la questione dello smalto: possiamo usare gli smalti sulle unghie durante la gravidanza? I consigli tramandati da mamme e suocere, amiche e buon senso suggeriscono di no. Ogni sostanza assorbita attraverso il corpo della madre rischia di trasmettersi al feto arrivando a danneggiarlo. E le sostanze contenute negli smalti non fanno eccezione.
In realtà il problema è ancora più vasto perché è ormai noto che molti smalti contengono sostanze dannose per la salute di chi li indossa, sia incinta o meno. Ma a maggior ragione in stato di gravidanza è meglio non rischiare. Eppure resta una delle domande più poste dalle donne che amano il make-up e non vogliono rinunciarci durante la dolce attesa.
Non manca mai chi ritiene ridicolo tutto ciò e porta ad esempio il fatto che molte delle nostre madri usavano eccome lo smalto mentre erano incinte ma noi non abbiamo subito nessuna conseguenza spaventosa. Ad essere incriminati sono in particolare dibutyl phthalate (DBP o ftalati), formaldeide e toluene sulla cui pericolosità sul feto non ci sono ancora dati certi ma ragionevoli dubbi. Molti smalti oggi sono privi degli ultimi due ma è più difficile trovarne altri senza ftalati.
E le unghie acriliche? Sconsigliate anche quelle, dicono le più prudenti. Sciocchezze, continuano a dire quelle che non sanno rinunciarvi. Forse non è ancora stato dimostrato cosa e come può essere tossico, ma nel dubbio non sarebbe meglio prevenire quello che almeno è sospetto, se non certo?
Foto | Flickr
Sempre più donne scelgono il parto cesareo ma c’è chi consiglia non solo il parto naturale, ma addirittura il parto in casa, come una volta. L’assistenza sarebbe comunque professionale ma si supererebbero i traumi e i disagi legati ad un ambiente estraneo e tutt’altro che familiare. Eppure le opinioni restano divise sull’argomento, perché il parto naturale a casa propria avrà anche un’aria romantica ma in caso di complicazioni… ?
Intanto l’associazione americana MANA ha assegnato il premio Mothers Naturally ad uno spot ha posto l’accento sull’importanza di partorire in modo naturali secondi i ritmi della vita. Nel video, che publicizza i letti Flex, sono visibili immagini di un vero parto e secondo quanto dicono i produttori non è stato in alcun modo ritoccato e adulterato.
Molto toccante e tenero ma la riflessione che solleva resta sul tavolo in tutta la sua nudità : chi è disposto a rischiare rinunciando all’assistenza medica completa e tempestiva che un ospedale può garantire assai più di una casa privata?
Via | Bebesymas
Nel corso della gravidanza arrivano consigli di ogni tipo, Su come dormire, su come mangiare, in quale posizione mettersi quando si dorme. Quando aspettavo la mia bambina cercavo di selezionare i consigli altrimenti sarei diventata matta. Sul lato alimentazione non ascoltavo un granchè anche perchè avevo tali nausee che rigettavo tutto quello che ingerivo.
L’unica cosa che riuscivo a mandare giù era l’insalatina e il tè, anche verde. Oggi scopro che forse ho fatto male. Nonostante si parli delle proprietà terapeutiche del tè verde che aiuta a risolvere problemi come la ritenzione idrica, il sovrappeso, i disturbi epatici e renali, oltre al fatto che gli scienziati ritengono che sia efficace contro i tumori e le malattie cardiovascolari, sembra sia meglio evitarlo.
La cosa migliore é evitarlo perchè neutralizza l’efficacia dell’acido folico (fortunatamente io ne prendevo un supplemento in pasticche) che è vitale per impedire che sopraggiungano difetti del tubo neurale al feto, nel primo mese dopo il concepimento. L’effetto del tè sarà comunque minimo se continuate a mangiare le verdure a foglia verde come insalata, broccoli e spinaci, e a prendere un supplemento di acido folico, ma perché rischiare? Superate almeno i primi tre mesi. Dopo il primo trimestre, berne una tazza al giorno andrà benissimo. Gli articoli su Buzzle e su BabyCenter dimostrano che recenti ricerche hanno fatto sorgere dubbi riguardo gli eventuali benefici della bevanda in gravidanza.
Incredibile ma vero, nel 1939 Lina Medina ebbe il suo primogenito, tramite parto cesareo, all’età di soli 5 anni. Sua madre pensava che avesse un grosso tumore nello stomaco e la portò da un medico che, stupefatto, accertò la gravidanza. Lo stesso medico cominciò subito a mettere da parte la documentazione, compresa una foto e varie analisi, per assicurare che non si trattava di un falso.
Pare, infatti, che in rarissimi casi si sviluppi una pubertà precocissima. Nel caso di questa bambina forse era cominciata dopo i due anni e a cinque la piccola aveva infatti già il seno. Lina rifiutò di dire il nome del padre del bambino, ovvero del violentatore dicendo che non sapeva neanche lei come fosse successo. Suo padre venne arrestato e poi rilasciato per mancanza di prove. La sua storia divenne così famosa da meritarle una statua nel museo delle cere di New York. Altro che mamma a 14 anni.
Via | Youngest Mother
Foto | New York Wax Museum
E’ difficile da capire se non ci sei passata, ma a volte il momento più bello della vita di una donna può diventare anche quello in cui ti senti più giù, tanto da soffrire di vera e propria depressione. Se sei in questa fase e stai cercando una soluzione compatibile con il tuo stato interessante, sappi che puoi provare con l’agopuntura.
A stabilirlo sono alcuni studiosi americani che hanno dimostrato come la pratica, per alcuni mesi, di speciali tecniche di agopuntura possa risultare notevolmente vantaggiosa nelle donne che affrontano la gravidanza con gravi disturbi dell’umore. L’indagine ha riguardato 150 donne gravide e depresse, di cui 52 sono state sottoposte ad agopuntura “specifica” per la depressione, 49 ad agopuntura tradizionale e 49 a massaggi.
Dopo 8 settimane, il 63% delle donne sottoposte ad agopuntura specifica ha risposto al trattamento, rispetto al 37,5% di quelle trattate con il metodo classico. Grazie alla nuova tecnica di agopuntura si è, inoltre, verificata una maggiore riduzione dei sintomi della malattia depressiva.
Via | Obstretics & Gynecology
Foto | Flickr
Sappiamo che durante la gravidanza, a meno che non sia a rischio, possiamo fare praticamente di tutto, con qualche accortezza naturalmente. Pure sport. Anzi, lo sport in gravidanza non fa bene solo alla mamma, che deve fare i conti con i mal di schiena e il fastidio per l’inattività forzata se magari era abituata ad una vita molto più attiva prima: fa bene anche al nascituro.
I riscontri positivi della ricerca condotta in Spagna e in Svezia hanno dimostrato che le mamme che praticano attività fisica durante la gravidanza sono meno soggette a parto prematuro e danno alla luce bambini di peso superiore ma con un minore rischio di obesità una volta cresciuti.
Benefici per tutti, quindi: chiedete al medico che vi segue se, fino a quando e come praticare qualche sport in gravidanza e poi datevi da fare.
Foto | Flickr
Ultima tappa nel viaggio attraverso i cinque sensi dei bambini prima che nascano: abbiamo scoperto quando sviluppano l’olfatto e il tatto, quando scoprono il gusto e l’udito, e adesso tocca alla vista. Gli occhi del bebè ancora nella pancia si sviluppano alla ventesima settimana, ma restano chiusi fino alla ventiseiesima settimana, quando scoprirà che può muovere le palpebre.
Alla ventottesima settimana gli occhi dei bambini saranno in grado di percepire la luce e le sue variazioni, ma sarà soltanto con la nascita che il piccolo riuscirà a mettere a fuoco ciò che vede e a distinguere i colori. Imparerà a mettere a fuoco il viso della propria mamma sin da subito ad una distanza di 20-30 centimetri: la distanza tra mamma e piccino durante l’allattamento.
Foto | Flickr
Le mamme single hanno diritto a fare sesso? Noi donne sposate ci chiediamo se possiamo fare sesso in gravidanza, come alimentare la nostra vita sessuale tra una nottata in bianco e l’altra , ma sempre con la gran tranquillità di avere tutto l’occorrente a portata di mano. Le mamme single con cui invece ho avuto a che fare avevano il ben più serio problema di chiedersi quando e con chi avrebbero fatto sesso di nuovo.
Una di loro, per via del suo credo religioso, escludeva a priori di poter avere una vita sessuale a meno che non si fosse nuovamente sposata. Un’altra ha invece scoperto il sesso proprio dopo la separazione da suo marito. Un’altra ancora era praticamente stigmatizzata dalla sua comunità , perché se una donna si fa lasciare è colpa sua e quindi non osava muovere un passo verso qualsiasi altro uomo.
C’è poi il serissimo problema dei figli: una donna teme di far entrare un uomo nella propria vita perché questo potrebbe ferire i sentimenti dei propri bambini. D’altronde questo la lascia molto meno libera di provare chi fa per lei e chi no. Mentre scrivo, mi chiedo: ma deve davvero esserci un problema del genere? Non dovremmo, tenendo conto naturalmente dei bambini, pensare solo alle nostre esigenze? Voi che ne pensate?
Foto | Flickr
Prosegue il viaggio dentro la pancia della mamma in attesa che il bambino nasca per scoprire cosa sente prima di aprire gli occhi sul nostro mondo. Abbiamo visto tatto, olfatto e gusto e adesso scopriamo l’udito.
La struttura delle orecchie si sviluppa entro la ventiquattresima settimana e i primi suoni che i bambini riescono a percepire sono naturalmente i gorgoglii interni al corpo della mamma. Possono però già sentire anche i rumori e i suoi esterni, seppure attutiti.
Il piccolo impara già adesso a riconoscere le voci di mamma e papà e di chi si soffermi qualche minuto a parlargli attraverso la pancia. È possibile anche fargli ascoltare musica e suoni rilassanti, ma è sempre la voce della mamma quella che il piccino riconoscerà per prima e che può aiutarlo a calmarsi e rilassarsi prima ancora che nasca.
Foto | Flickr
Scoperto quando e come si sviluppano tatto e olfatto nel bambino dentro il pancione durante l’attesa in gravidanza, ecco come nasce il senso del gusto nel feto. Le papille gustative si formano tra la dodicesima e la tredicesima settimana.
È solo durante la trentesima settimana, però, che il senso del gusto può dirsi formato e il bambino è capace persino di tirare fuori la lingua per assaggiare il liquido amniotico percependo il gusto degli alimenti che la mamma ha mangiato.
Gli specialisti ritengono che sia già qui che si formano i futuri gusti alimentari del bambino, condizionati proprio dalla dieta della mamma in gravidanza.
Foto | Flickr