Un papà e il suo bimbo prima della nanna

pubblicato da Doretta

Nelle ultime settimane la mia attenzione si è molto concentrata sul ruolo dei papà nella crescita dei nostri piccoli. Ecco perché ho trovato molto bello questo video in cui un papà gioca con il proprio bambino prima di metterlo a nanna. E’ molto importante che i padri si conquistino dei momenti da passare con i piccoli senza interferenze, non solo per aumentare la complicità, ma anche per dare ai cuccioli quegli stimoli che non avranno dalla mamma.

Prima che le mamme risentano di questa mia affermazione, preciso subito che i genitori hanno caratteri differenti, gusti diversi, modalità di relazione diverse. Ciascuno offre al proprio bambino le risorse che possiede, arricchendolo come essere umano. Siete d’accordo?

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Genitori che sbroccano: uno spazio per urlare

pubblicato da Doretta

Ragazza che urla
Siete esauriti? Non ce la fate più e vorreste mandare a quel paese un nutrito gruppo di parenti, amici, cugini? Saltate su al primo tentativo altrui di darvi consigli? I curatori del blog Genitori Crescono hanno avuto una simpaticissima idea: una stanza virtuale insonorizzata in cui ‘urlare’ quanto volete e senza timore di essere ripresi.

Se volete dare un’occhiata alle ‘urla’ che già ci sono, vi garantisco che vi sentirete molto ma molto sollevati. Un’unica precisazione: potete commentare, ma senza cadere nella tentazione di passare dall’altra parte della barricata. Come infatti precisano i curatori del blog

Qui è vietato dare consigli (soprattutto quelli buoni).
Qui è vietato trovare soluzioni.
Qui è vietato citare “metodi”.
Qui è vietato fare i saputelli!

Foto | Flickr

condividi condividi 0 commenti martedì 31 agosto 2010
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Le mamme sono i nuovi padri: qualcosa non va

pubblicato da Doretta

Donna incinta che pratica arti marziali

Mamme di Bebeblog, oggi ho bisogno del vostro parere. Parlando con le mamme che incontro al parco ci siamo rese conto che avevamo tutte da ridire sul ruolo di padre che i nostri mariti/compagni rifiutano di assumere. Sembra infatti che se da un lato i neo papà siano molto presenti nella vita dei loro figli, dall’altro lo siano in modo meno autorevole.

In qualche modo il rischio, come diceva Biondillo, è quello di trovarci davanti dei mammi e non dei padri. Questo, nel tran tran quotidiano, significa che a noi tocca essere sia il poliziotto buono che quello cattivo. Dopo aver passato una giornata ad educare nostro figlio a rispettare tutta una serie di regole, arriva il papà e gli concede una infrazione dopo l’altra, sminuendo il nostro ruolo e vanificando il lavoro di un’intera giornata.

Se poi il papà in questione ha a che fare con una bimba, il problema è quadruplicato. L’istinto di protezione è così forte nei confronti della piccola, che il padre teme di ferirla con uno dei tanti “no” che noi mamme pronunciamo durante la giornata. Lo so: non siamo mai contente. Verissimo.

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Sondaggio per i papà: le mamme vi lasciano spazio?

pubblicato da Doretta

Neo papà addormentato con biberon
In Italia la figura paterna è molto cambiata negli ultimi anni. Ci sono ancora sacche di resistenza (sono originaria della Puglia e se un uomo va in giro con il passeggino lo guardano in quarantamila), ma ormai i neo padri fanno di tutto: cambiano i pannolini, nutrono, portano a passeggio e non soltanto il sabato e la domenica, ma non appena è possibile. Se però una volta davamo per scontato che fossero gli uomini a sottrarsi ai loro compiti paterni, oggi emerge un altro elemento.

In molte coppie i papà vorrebbero fare di più, ma sono frenati dalle mamme. Ci sono le maniache del controllo, quelle che trattano il pover’uomo come un inetto, quelle che non riescono a separarsi dal bambino. Perciò vorrei sentire i papà: le mamme vi lasciano spazio nella crescita e nell’educazione dei bambini?

Foto | Flickr

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Papà sul web: il blog di Papà 2.0

pubblicato da Doretta

Un papà al pc con i suoi figliLe mamme in rete sono decisamente più prolifiche e più chiacchierone dei papà, sia che si tratti di parlare del proprio lavoro sia che si tratti di raccontare le prodezze del proprio pargolo. Ci sono però diversi papà che hanno aperto un loro blog. Su Bebe abbiamo già letto di SOS Mammo, oggi vi presento invece Papà 2.0.

Ha trentaquattro anni e, compatibilmente con il suo lavoro, ci racconta la paternità come un momento di crescita personale. Ci ha messo un po’ prima di presentarsi con il suo vero volto, ma alla fine ha deciso di uscire allo scoperto.

Il suo blog mi piace perché semplice e veloce, anche se mai banale. Mi ha molto divertito il post Santa Pazienza e mi è piaciuta la sezione dei Racconti. Di lui si sono accorti anche su Genitori Crescono, dedicandogli una bella intervista. Vorrei tanto conoscere il parere dei papà che leggono Bebe: avete anche voi un vostro blog? O non vi piace raccontare della vostra vita da padri?

Foto | Flickr

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Abbiamo un bambino, ma non abbiamo più amici. Di chi è la colpa?

pubblicato da Doretta

Leggo sempre con molto piacere la rubrica della psicologa Irene Bernardini su Vanity Fair e sono sempre molto colpita dalle lettere che hanno come tema la maternità, il desiderio di maternità, ma anche il non voler avere figli. Ultimamente si dibatte molto sui conflitti tra le mamme e le amiche senza figli.

Capita anche a voi? Avete un bambino e vi ritrovate improvvisamente sole. Sembra che le vostre amiche non capiscano più i vostri problemi o che abbiano poca voglia di condividerli. Nei primi anni di vista del pargolo, però, è anche vero che noi genitori tendiamo a diventare mono tematici: pappe, sonno, cacca prima di tutto il resto.

Anche voi avete sicuramente notato l’espressione della malcapitata che si è ritrovata tra voi ed un’altra mamma o papà. Dopo un po’ sorride solo per gentilezza, mentre in realtà sta pensando: “Che seccatura” (in realtà pensa altro, ma non posso scriverlo). Ecco, quando siete lì che pensate alla vostra vita precedente, fate un po’ di mea culpa: vi ricordate quando non avevate figli e consideravate esagerate le lamentele e la stanchezza dei genitori di vostra conoscenza? Quante volte avete pensato: io non sarò così?

Perciò, saltate il passaggio della spartizione delle colpe e invitate la vostra migliore amica a fare shopping: vi sentirete decisamente meglio e lei ne sarà così felice da offrirsi di farvi da baby sitter la prossima volta che ne avete bisogno.

Foto | Flickr

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I terribili due: la vita dei genitori alle prese con i no e la voglia di autonomia del piccolo

pubblicato da Doretta

Fetta di torta con candelina a forma di numero 2
Appartengo a quel gruppo di genitori che hanno dormito pochissimo nei primi tre anni e mezzo di vita del proprio figlio. Una catastrofe. Quindi mi rendo conto che i primi anni di vita di un bambino sono davvero impegnativi.

Si parla molto, in questo senso, dei terribili due ovvero del momento in cui il piccolo compie due anni e comincia a rivendicare la sua autonomia, il suo diritto a dire no e la voglia di esplorare il mondo lungo la verticale (scalano le librerie e qualsiasi altra cosa a portata di mano). Se devo essere sincera, però, io non ho accusato il colpo in modo doloroso.

Ogni conquista di mia figlia anche se estremamente stancante per noi, faceva salire il nostro rapporto ad un livello più alto e il vederla crescere ci compensava di ogni momento di esasperazione trascorso. Anche il suo dire sempre no per me era segno della sua personalità che si stava formando e non potevo che esserne felice.

Credo invece che certi momenti della vita del bambino siano destabilizzanti per chi ha avuto a che fare col classico neonato tranquillo e pacioso. Alcune amiche mi dicevano: mangia, dorme, lo porto dove voglio, non ha avuto problemi con lo svezzamento, sorride a tutti e l’ho inserito al nido senza alcun problema. Ecco, per genitori così fortunati il momento dei no e dell’autonomia è certamente uno shock. Per chi, come me, vive con un peperino sin dalla nascita, tutto rientra perfettamente nella norma. A voi come è andata?

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Settembre: il mese giusto per riprendere la vita di coppia

pubblicato da Doretta

Coppia sotto un albero

Sembra proprio che sia la nascita del primo figlio a mandare in crisi il rapporto tra mamma e papà, forse anche perché oggi la coppia e più sola e decide di avere un figlio ad un età sempre più avanzata, quando si è meno elastici e si è abituati ad una gestione organizzata del proprio tempo e dei propri spazi. Settembre in questo senso, con la riapertura degli asili e delle scuole, può essere un buon momento per ripartire insieme e pianificare qualche appuntamento galante.

Non sempre, infatti, le vacanze sono davvero tali per chi ha dei bambini. Spesso, se non si hanno aiuti a disposizione, anche quelle due settimane libere sono una full immersion senza scampo nella vita di famiglia. Quando va bene, ci si organizza in turni, in modo da avere mezza giornata libera o tre ore da godersi sotto l’ombrellone senza pensieri.

Adesso invece si avvicina il momento di concedersi un pranzo fuori, un appuntamento per le coccole nel primo pomeriggio, una fuitina (per chi può) nel bel mezzo della mattinata. Insomma: consideriamo l’autunno invece che come un ritorno alla solita routine, come una risorsa per recuperare la nostra vita di coppia e per concederci anche qualche chiacchierata non interrotta da urla o da richieste continue.

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Nei panni dei bambini: come capirli meglio con una sola mossa

pubblicato da Doretta

Naturalmente non è davvero possibile capire i bambini in una sola mossa. Tuttavia c’è una posizione da cui molte cose diventano chiare e nitide. Avete presente ne L’attimo fuggente, il film con Robin Williams, la scena in cui tutti salgono sui banchi per avere una diversa percezione del mondo, un nuovo punto di vista? Ebbene, spero che anche noi abbiamo imparato questa lezione e che un domani sappiamo insegnarla ai nostri figli.

Per comprendere il mondo dei nostri bambini, invece, dobbiamo compiere l’operazione contraria. E’ un esercizio che vi invito a fare in coppia: a turno mettetevi in ginocchio di fronte all’altra persona. Poi guardatevi intorno: cosa vedete e soprattutto come vedete? Non vi piacerebbe che il vostro interlocutore si abbassasse un po’? Non vi sentireste a disagio nel sentirlo urlare o inveire contro di voi? Non sarebbe bello se potesse prendervi sulle spalle e farvi guardare più in alto? Fatemi sapere come è andata.

Foto | Flickr

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Punizioni, vere limitazioni o stress aggiuntivo per i genitori?

pubblicato da Anna

punizioneLe punizioni possono servire, se affrontate, ponderate e soprattutto spiegate, ma ci sono punizioni che oltre a raggiungere l’effetto voluto mettono a dura prova anche la sopravvivenza dei genitori, con conseguente permissivismo perchè altrimenti i nervi cedono.

Alcuni esempi? La famosa frase senza televisione per alcuni giorni, punizione tra le prime ad ogni marachella combinata, oltre a provocare un fastidio al pargolo è anche una seria prova per il genitore di turno che si vede sottrarre l’unica ora d’aria disponibile per dedicarsi ad altro.

Un’altra tipica punizione è niente giochi, e chi li tiene più dopo? Annoiati ciondoleranno per casa sbuffando e impedendoti di fare altro, il a letto senza cena credo sia stato bandito da tempo causa i sensi di colpa successivi. Quindi che fare? C’è chi suggerisce di farli filare in camera, ma che punizione è stare chiusi in una stanza piena di giocattoli?

Via | Scarymommy
Foto | Windoweb

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