Omeopatia in gravidanza: le cure ammesse

Durante i nove mesi della gravidanza è sconsigliata l'assunzione di farmaci di sintesi, se non strettamente necessari, ma le cure omeopatiche sono invece ammesse? Scopriamolo

Molte donne in gravidanza, sapendo di non poter ricorrere ai comuni farmaci allopatici come prima, si rivolgono all'omeopatia per curare e alleviare molti tipici disturbi della dolce attesa.

Ma i farmaci omeopatici sono comunque e adeguati ad una condizione di gravidanza, non possono nuocere in alcun modo alla salute del feto?
Omeopatia-in-gravidanza

La risposta è no, si tratta di preparazioni farmacologiche che, soprattutto nella diluizioni maggiori, non raggiungono la placenta e quindi il feto, e non hanno nessuna tossicità. Tuttavia, questo non significa che siano poco efficaci! L'emopatia, una medicina naturale "inventata" dal medico tedesco Hahnemann a fine settecento, funziona in modo opposto rispetto a quella tradizionale, che mira a "spegnere" il sintomo morboso per contrasto. Invece l'omeopatia lavora per analogia, nella convinzione che il simile cura il simile.

Un principio attivo estratto da una pianta, da un minerale o da fonte animale che sia in grado, ad alte dosi, di provocare un determinato disturbo, opportunamente diluito e dinamizzato, è in grado di curarlo perché stimola in modo del tutto naturale il sistema immunitario. Quali sono i problemi in gravidanza che si possono trattare con l'omeopatia? Ecco un piccolo elenco dei più comuni:

Inoltre, molti rimedi omeopatici sono consigliati anche per la preparazione al parto, per una terapia da cominciare circa 3-4 settimane prima della presunta data. La cosa migliore, una volta che una donna sappia di essere incinta, è quella di rivolgersi ad un bravo medico omeopata che, in accordo con il proprio ginecologo, saprà consigliare i rimedi giusti per ogni tipo di disturbo, inclusi malanni stagionali, febbre e infiammazioni.

Foto| via Pinterest

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