Allergia ai pollini nei bambini: sintomi, cause e cure

Le allergie ai pollini affliggono molti bambini con sintomi fastidiosi come tosse, rinite e congiuntivite. Vediamo le cure efficaci

L’allergia ai pollini, anche definita “febbre da fieno”, è un disturbo molto comune tra i bambini, anzi, secondo le stime dell’OMS, in costante crescita.

A favorire il fenomeno c’è sicuramente l’inquinamento delle nostre aree urbane, che in primavera, con la fioritura delle piante e degli alberi di parchi e viali, crea un mix micidiale per il sistema immunitario dei piccoli.
Allergia-pollini

Anche il fatto di vivere in ambienti troppo poco esposti agli agenti naturali (non contaminati da polveri sottili e sostanze tossiche, naturalmente), tipico dei bimbi “d’appartamento”, è uno dei fattori di rischio delle allergie, perché è appurato che, invece i minori che crescono in campagna e possono stare a contatto con la natura fin dai primi mesi di vita, sono meno esposti al possibile sviluppo di allergie ai pollini, perché il loro sistema immunitario impara subito a riconoscere gli allergeni “giusti” da quelli non nocivi.

Sembra, infine, che i bebè che vengono al mondo con taglio cesareo siano ugualmente più a rischio di allergie, dal momento che durante il parto naturale il neonato acquisisce una parte degli anticorpi materni, un processo che si completa nella fase dell’allattamento al seno, una delle ragioni per cui l’OMS consiglia le mamme di allattare almeno fino al sesto mese.

Detto questo, quali sono i sintomi di un’allergia ai pollini? Intanto, se è vero che il periodo “peggiore” è senza dubbio la primavera, perché fioriscono tante piante allergizzanti, attenzione anche all’autunno o al periodo di fine estate, perché in questo periodo fioriscono altre piante ugualmente “pericolose”.

In ogni caso, i sintomi dell’allergia ai pollini sono più o meno le stesse, ovvero rinite allergica con rinorrea (naso che cola incessantemente provocando irritazione delle mucose e congestione nasale), disturbi respiratori e mal di gola (sovente si sviluppa una tracheite allergica con tosse secca e stizzosa), asma, congiuntivite allergica, talvolta malattie della pelle come dermatite atipica.

Un bambino con questi sintomi va curato, in fase acuta, con farmaci antistaminici e antiallergici (che “spengono” la risposta immunitaria anomala), e che vanno prescritti dal pediatra, ma soprattutto con il vaccino.

Bisogna sottoporre il piccolo ai test allergologici per capire quale famiglia di pollini crea la reazione allergica, e poi immunizzarlo con il vaccino giusto, che va somministrato nel periodo autunnale o all’inizio dell’inverno (se le piante allergizzanti fioriscono in primavera), dopo il compimento dei 3 anni di età del bambino. Il vaccino va rinnovato ogni anno per almeno 3-4 anni.

Foto| via Pinterest

  • shares
  • Mail