Il latte materno: perché fa così bene al bambino e alla mamma?

I pediatri consigliano alle neomamme di allattare il loro bebè al seno in modo esclusivo per almeno sei mesi. Ma cosa contiene il latte materno di così prezioso? Scopriamolo


Non è da tantissimi anni che si sta "rivalutando" il prezioso valore nutrizionale e protettivo della salute del latte materno. Eppure, è dall'inizio del mondo che i neonati vengono alimentati con questo straordinario prodotto umano, mentre l'"arrivo" del latte cosiddetto artificiale, o formulato, risale solo alla prima metà del 1900.

Questi latti formulati, creati in modo che somigliassero il più possibile, sotto il profilo nutrizionale e digestivo, al latte materno, sono anche più ricchi di proteine e vitamine, e meno di grassi, rispetto all'omologo naturale.
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Quali sono, dunque, le caratteristiche che rendono speciale e preferibile questo primo alimento umano, prodotto dalle ghiandole mammarie femminili? Una delle principali qualità del latte materno è quello di distinguersi da donna a donna, e di esser "modulabile" in base alle esigenze del bebè. Non solo, infatti, la produzione funziona a richiesta (più i bimbo ciuccia, più la prolattina induce le secrezione di un latte bello ricco), ma la sua composizione è variabile anche da poppata a poppata.

Nella formula del latte materno sono presenti tutti i principi nutritivi di cui il neonato ha bisogno, ovvero proteine, zuccheri, grassi, e sali minerali, ma la concentrazione dei diversi componenti cambia individualmente e a seconda dal periodo dell'allattamento. Ad esempio, si è scoperto che le donne che partoriscono in anticipo (parto pretemine), producono un latte più proteico, che è proprio ciò di cui ha bisogno un prematuro per completare il suo sviluppo.

Quindi, la natura si autoregola in modo eccezionale. Inoltre, vi è una ragione importantissima per cui il latte materno, laddove sia possibile, sia da preferire a qualunque sostitutivo: in esso sono contenuti preziosi anticorpi materni che andranno direttamente a costruire il sistema immunitario del bebè e batteri "buoni" che colonizzeranno il suo intestino sterile per creare quella barriera protettiva chiamata microbiota.

Il tutto a fronte di una digeribilità altissima (anche per via degli enzimi in esso contenuti), tanto che i bebè nutriti al seno in genere poppano con più frequenza perché assimilano il latte materno molto rapidamente. Sembra inoltre provato che proprio in virtù della maggior concentrazione di grassi, il latte materno assunto in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita del neonato (come consigliato dall'OMS), protegge dall'obesità futura.

I bambini allattati al seno sono anche meno a rischio di sviluppare allergie alimentari e di altri tipo, proprio per via degli anticorpi materni in esso contenuti. Ma allattare fa bene anche alla mamma! La iuta a riprendersi prima del parto perché l'utero, attraverso il ritmico movimento delle poppate, ritorna prima alle sue dimensioni originarie.

Questo consente alla neomamma anche di recuperare prima la linea pre-gravidanza. Inoltre, sembra che allattare al seno sia protettivo nei confronti del cancro al seno, senza contare che cementa in modo straordinario il rapporto madre-figlio. Infine, l'allattamento al seno è anche positivo per le finanze... il che non guasta certo!

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