Le fasi del parto: come nasce un bambino

Il parto naturale si suddivide in 4 fasi, che possono avere sintomi e durata molto diversi da donna a donna. Vediamo quali sono queste tappe che permettono al bambino di venire al mondo



Gravidanza e parto sono eventi fisiologici per cui il corpo femminile è biologicamente programmato. Ogni donna può diventare madre, ma ciascuna gravidanza, e ciascun parto, saranno diversi e unici.

Detto questo, per quanto riguarda il processo che permette ad un bambino di venire al mondo dopo nove mesi (circa 40 settimane), di vita intrauterina, consta di 4 fasi principali: fase prodromica, fase dilatante, fase espulsiva, secondamento.

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Ciascuno di questi periodi differisce in sintomi e durata da donna a donna, e anche da un parto all'altro quando una donna diventi madre di più di un figlio. Ad esempio, per una primipara, ovvero per una gestante alla prima gravidanza, il parto, in tutte le sue fasi, in genere dura di più che non quando si sia già alla seconda o alla terza. Vediamo cosa accade in ciascuna delle 4 fasi.


  1. Fase prodromica. Può durare qualche ora o qualche giorno, e si manifesta con la comparsa delle primissime contrazioni, molto distanziate le une dalle altre e spesso irregolari, che servono a preparare l'utero prima, però, che comincino le contrazioni del travaglio vero e proprio. In questa fase si può anche perdere il tappo mucoso che aveva protetto l'utero dalla possibile risalita verso il feto di germi infettivi provenienti dalla vagina
  2. Fase dilatante. E' la fase delle contrazioni vere e proprie, che diventano sempre più intense e ravvicinate per permettere al collo dell'utero di dilatarsi. Quando le contrazioni si presentano ad una distanza di circa 5 minuti di tempo l'una dall'altra, è ora di andare in ospedale. In questa fase, se non è già avvenuto, possono rompersi le acque, e il bambino comincia a spingere con la testa per scivolare nel canale del parto. La fase dilatante ha tempi estremamente variabili da donna a donna, e in alcuni casi può protrarsi anche per un giorno
  3. Fase espulsiva. E' il parto vero e proprio o, meglio, quel momento in cui finalmente il bambino nasce. Si tratta della fase più dolorosa, specialmente nel parto naturale senza anestesia epidurale, e può durare, anche in questo caso, di meno se la donna ha già avuto altri figli. La dilatazione completa dell'utero è di circa 9-10 cm, e da quando di arriva a questo diametro, fino alla fuoriuscita completa del bambino, può trascorrere da un'ora a pochi minuti. E' fondamentale la partecipazione materna, che assecondando le contrazioni con le spinte facilita a accelera il parto
  4. Secondamento. Si verifica pochi minuti dopo la nascita del bambino e consiste nell'espulsione della placenta attraverso un ultimo spasmo uterino. Se il secondamento non si verifica da solo, sarà l'ostetrica, con una pressione sull'utero materno, ad agevolarlo

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