Citomegalovirus nei bambini: i sintomi, le cause e le cure

Il Citomegalovirus fa parte della vasta famiglia degli herpes-virus e se contratto nell'infanzia non desta particolari preoccupazioni. Vediamo sintomi e cure

Il Citomegalovirus è un germe infettivo della famiglia degli herpes virus, che se contratto in età infantile oppure in età adulta (in individui in buona salute) provoca pochi disturbi, ma che in gravidanza è estremamente pericoloso perché in grado di danneggiare in modo molto serio il feto.

La caratteristica di questo virus è quella di restare latente nell'organismo anche per tutta la vita, una volta che ci sia stata un'infezione "primaria", sintomatica o meno. Il sistema immunitario combatte questo germe rendendolo "dormiente", quindi non più in grado di replicarsi, ma non lo elimina del tutto.

Citomegalovirus-bambini
Per questo, in determinate circostanze, il germe può riattivarsi e tornare ad essere infettivo, e se ciò accade in gravidanza, allora è importante scoprirlo attraverso un test del sangue, per prendere gli opportuni provvedimenti ed evitare conseguenze sulla salute del feto.

Come anticipato, però, i bambini contagiati da Citomegalovirus con infezione primaria - la trasmissione è più facile quando si frequentino gli asili o a scuola - sono tantissimi e spesso non danno segni di malattia. Nel peggiore dei casi, infatti, l'infezione dà più o meno gli stessi sintomi di un raffreddore con mal di gola, o di una mononucleosi. Ecco i segnali principali:


  • Febbre
  • Mal di gola
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Malessere generale

L'infezione primaria nei bambini con meno di 3 anni può durare tantissimo, nel senso che anche quando sia del tutto asintomatica, è ancora molto contagiosa. Basti pensare che i bimbi infettati possono diffondere il Citomegalovirus anche per 5 o 6 anni. La trasmissione del microrganismo avviene attraverso i fluidi corporei: saliva, lacrime, urina, sangue, per contatto diretto o indiretto.

Nei bambini ciò è molto facile perché giocando con coetanei infetti, o anche attraverso le coccole e i baci con adulti (soprattutto genitori e parenti stretti), a loro volta infetti, il contagio è quasi sicuro. Così come lo è al contrario: le mamme in attesa che abbiano altri figli piccoli devono stare molto attente a non contrarre da loro il virus, magari cambiando il pannolino.

Palando dell'infezione primaria, come abbiamo visto essa non deve suscitare preoccupazioni e anche quando fosse sintomatica con i disturbi sopra elencati, la cura sarà solo riposo e assunzione, eventualmente, di farmaci sintomatici come a antipiretici o spray per lenire il mal di gola.

Tuttavia, qualora una donna incinta contragga l'infezione da Citomegalovirus primaria, o si riattivi il germe presente nel suo organismo da una precedente infezione, il virus passa al bambino che può manifestare una forma congenita più o meno grave della malattia e nascere con handicap come sordità progressiva, disturbi alla vista e deficit cognitivi.

Non esiste un vaccino contro il Citomegalovirus, e pertanto le uniche precauzioni saranno di natura preventiva e, durante la gravidanza, l'assunzione di gammaglobuline per tenere "inerte" il virus e impedire che arrivi al feto attraversando la placenta.

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Foto| via Pinterest

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