Epatiti croniche virali in gravidanza: i rischi per la mamma e per il feto

Non tutte le epatiti virali cronicizzano, e non tutte sono pericolose per il feto e per la mamma in gravidanza. Vediamo quali sono le infezioni virali del fegato da tenere sotto controllo

Le epatiti virali sono infezioni che interessano il fegato, provocate da virus diversi indicati dalle lettere dell'alfabeto, che possono avere un andamento acuto o cronico.

Le più diffuse e pericolose per la salute sono le epatiti B e C, che peraltro si possono prevenire tramite la vaccinazione.
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Per quanto riguarda la prima, purtroppo, al di fuori dei giovani che abbiano dai 30 anni in giù (sottoposti alla vaccinazione obbligatoria contro l'epatite B a partire dei primi anni novanta), tutti gli altri sono a rischio, perché la caratteristica di questa specifica epatite è quella di essere spesso del tutto asintomatica, e, se non diagnosticata e curata con farmaci antivirali, di diventare cronica provocando, a lungo andare danni molto gravi alla salute di questo importante organo del corpo, compromettendone la funzionalità.

L'epatite C è ugualmente molto diffusa e pericolosa, la maggior parte delle persone che ne soffre non sa di avere contratto l'infezione e continua a contagiarla (le modalità di trasmissione sono i rapporti sessuali non protetti e gli scambi di fluidi corporei in generale, primo fra tutti il sangue), anche se di recente è stato messo a punto un vaccino che si può richiedere.

I virus d queste due forme di epatite, per ragioni non chiare, in alcuni individui invece di venire messi "all'angolo" dal sistema immunitario, continuano a replicarsi (mantenendo quindi elevato il loro grado di patogenicità e contagiosità), ma senza dare sintomi. In gravidanza l'epatite B può trasmettersi al feto molto facilmente, mentre l'epatite C può contagiare il bambino nell'utero con una probabilità molto inferiore, intorno al 5% e in genere solo se la madre ha un quadro di immunodepressione.

In ogni caso, tutte le donne in gravidanza dovrebbero sempre sottoporsi alle analisi del sangue per monitorare l'attività epatica e al test per l'epatite B (HBV), che come abbiamo visto è l'infezione virale cronica più pericolosa per il feto. Il germe può infettare il bambino durante la gravidanza, ma soprattutto durante il parto, e in questo caso il neonato, al 90%, svilupperebbe anch'esso un'epatite virale cronica. Se il test fosse quindi positivo, la terapia consiste nel vaccino immediato per la madre e nella somministrazione di immnoglobuline. In questo modo si possono ridurre i rischi sia per la madre che il bambino.

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Foto| via Pinterest

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