Vaccinare i bambini non li espone al rischio di autismo e patologie allergiche

Un recente studio scagiona i vaccini dall’accusa di provocare autismo, allergie e persino tumori come effetto collaterale dell’immunizzazione

Non esiste nessuna motivazione valida per evitare di vaccinare i propri bambini, e anzi, così facendo li si espone al rischio di contrarre pericolose malattie e di contagiarle agli altri.

Non esiste, insomma, il rischio che i piccoli si ammalino di autismo, di allergie o di cancro, a seguito dell’immunizzazione da gravi patologie infettive, alcune delle quali ormai, proprio grazie alle vaccinazioni capillari, sono ormai un ricordo (come la poliomielite, tra le altre).

Un nuovo, importante studio americano pubblicato sulla rivista Journal of Pediatrics a proposito degli effetti collaterali dei principali vaccini somministrati ai bambini sotto i 5 anni di età in USA e in Europa, ha scoperto che laddove questi esistano – e sono casi rari – non hanno nulla a che vedere con autismo, tumori come la leucemia e allergie alimentari, ma semmai con reazioni avverse perfettamente gestibili. Come spiega la pediatra Courtney Gidengil del Boston Children’s Hospital, co-autrice dello studio:

Abbiamo trovato che importanti rischi associati alle vaccinazioni sono molto rari, e che anche quando si verifichino non siano necessarie gravi. Noi riteniamo che questo aggiunga credito all’evidenza che i benefici ricavati dalle vaccinazioni sopravanzino del tutto i pochi rischi di effetti collaterali

I vaccini considerati nel report sono diversi, alcuni obbligatori in Italia (come l’antipolio e l’anti epatite B), altri facoltativi come quello contro l’influenza, contro la varicella o il pneumococco che provoca la meningite. Tra gli effetti collaterali riscontrati ci sono sono febbre, convulsioni, eruzioni cutanee o piccole emorragie sottocutanee.

Ma queste reazioni avverse all’immunizzazione interessano meno di 5 bambini ogni 100mila, e non si parla comunque di effetti che mettano a rischio la vita del bambino o tali da provocare danni permanenti. La dott.ssa Gidengil sottolinea come questo studio accurato, che non nasconde la possibilità che effettivamente i vaccini pediatrici possano avere delle conseguenze, non potrà certo cambiare la mentalità dei genitori fieramente ostili all’idea di immunizzare i loro figli.

Esso rappresenta però uno strumento in mano ai medici che fa molta chiarezza sulla questione. La campagna anti vaccinazioni ormai è dilagante, e si avvale di dati non sicuri e più che altro di illazioni e di campagne quasi terroristiche che alimentano la paura nei genitori che i propri figli possano diventare autistici o rischiare la morte per un’iniezione. Le cose non stanno così, e questo studio, con i suoi dati incontrovertibili, è lì per dimostrarlo.

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Foto| via Pinterest