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I disturbi del sonno nel neonato: le cause e le cure naturali

I neonati spesso faticano a dormire la notte, si svegliano, piangono e richiedono la continua presenza materna. Vediamo quali sono le cause più comuni e come rimediare

I neonati che soffrono di disturbi del sonno sono tantissimi, anche perché la stabilizzazione del ritmo sonno-veglia non è una cosa automatica, va aiutata anche attraverso le abitudini giuste.

Le cause dell’insonnia o dei continui risvegli notturni del lattante sono, alla fine, poche, quasi tutte “rimediabili”. Ad esempio, i bambini che vengono allattati al seno molto di frequente dalla mamma (che dà il seno “a richiesta”), usano la poppata come sonnifero naturale e pertanto, quando si svegliano nella notte, piangono e non si riaddormentano finché non ciucciano almeno un pochino.

Questo può avvenire tante volte durante la notte, snervando la mamma. Pessima anche l’abitudine di lasciare il biberon nella culla del bebè, perché il latte non deve essere considerato dal bambino la “fonte” del sonno, questo sarebbe fuorviante. C’è da dire che tutti i neonati si svegliano più volte durante la notte, questo è normale, ma sono perfettamente in grado di riaddormentarsi da soli.

Se l’insonnia o i continui risvegli (con pianto), del bambino sono legati alle poppate, è indispensabile che vengano aumentati gli intervalli tra queste, ovvero che la mamma dia il seno al bambino per la l’ultima pappa della giornata intorno alle 23, e cerchi di ridurre il rinforzo notturno a non più di una poppata, possibilmente molto rapida.

Semmai si può poi cullare il bambino subito dopo finché non si riaddormenta. E’ importante che il bambino non associ il seno al sonno. Di giorno vanno ridotti i sonnellini e la notte, non appena vedete che il bebè tende ad assopirsi, non tenetelo in braccio ma posatelo sulla culla, che deve essere l’ultimo ambiente che ricorda prima dell’addormentamento (e non le braccia della mamma, altrimenti le richiederà sempre).

Se il bimbo si sveglia in preda all’angoscia, stategli vicino facendovi vedere, cullatelo un po’ ma adagiatelo subito sulla culla e poi rimanete lì con lui qualche minuto prima che si addormenti. Riaffacciatevi ogni tanto per rassicuralo per un tempo breve, in modo che capisca che, anche se non siete sempre con lui, comunque non lo state abbandonando.

l’ansia da separazione può accentuarsi (con frequenti risvegli e pianto), dopo i 12 mesi, quando ormai tutti i bimbi vengono trasferiti nella cameretta da soli. La soluzione è la stessa di prima: presentarsi in cameretta, tenerli poco in braccio e piuttosto chinarsi sulla culla sussurrandogli parole dolci o modulando una ninnananna.

Per favorire il sonno la notte leggetegli qualcosa con voce calma, bassa e suadente (ad esempio una fiaba della buona notte), ma senza tenerlo in braccio, oppure associate l’addormentamento a dolci melodie registrate (ninnenanne per bambini), ottimo anche il classico peluche vicino a lui nella culla, che lo rassicuri, meglio se con l’odore della mamma. Se piange durante la notte non rimenete fissi con lui ma ogni tanto assentatevi e tornate dopo un quarto d’ora, alla fine smetterà.

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